App Immuni: come funziona e cosa sapere

Test rapido in 4 ragioni e poi attiva in tutto il Paese l'applicazione per combattere la ripresa dell'epidemia

Tra polemiche e perplessità, l’app Immuni è ormai negli store di Android e iOS e, a partire dal prossimo lunedì, sarà testata per qualche giorno (si parla di circa una settimana) in Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Il download dell'applicazione potrà avvenire in tutto il Paese, ma solo nelle regioni individuate come campione per il test l'app sarà collegata al Sistema Sanitario Nazionale e i servizi saranno accessibili.

Sviluppata gratuitamente per il Governo italiano dall’azienda milanese Bending Spoons, l’applicazione costituisce un elemento essenziale nella strategia dell’esecutivo per il contrasto all’epidemia di CoVid 19. L’app infatti, attraverso la tecnologia Bluetooth Low Energy e l’apposita piattaforma ideata da Apple e Google, consente il contact tracing ovvero il tracciamento dell’eventuale contatto - per un tempo significativo ai fini della trasmissione, stimato in circa 30 minuti - con una persona positiva al Coronavirus, e l’exposure notification cioè un avviso che consente a chi è risultato esposto al rischio contagio di prendere tutte le misure del caso, sia per evitare di contagiare altre persone sia per ricorrere a cure tempestive.

Estremamente semplice da installare ed utilizzare, l’app non è obbligatoria ma, affinché funzioni, è necessario che sia adoperata da più del 50% degli italiani. Dopo l'annuncio del lancio da parte del Governo, molti hanno però sollevato perplessità in ordine al rispetto della privacy.

Da tempo, e fin troppo spesso senza rendercene conto, attraverso gli smartphone forniamo un’enorme quantità di informazioni su di noi: posizione, spostamenti, gusti, preferenze, idee e, ovviamente, dati personali come immagine, sesso,età etc. Diversamente da tante altre app che usiamo già con il cellulare, però, Immuni si basa su codici che non contengono informazioni sulla persona, ma identificano solo il dispositivo. I codici, inoltre, cambiano con cadenza oraria, sono cifrati, e vengono cancellati ogni 2 settimane in automatico (è possibile anche cancellarli manualmente).

In pratica, assicurano gli esperti, se si utilizza la app il gestore non può risalire all’identità dell'utente, non ne condivide il recapito di telefono mobile e non ne traccia i movimenti attraverso il GPS. Ad essere acquisite sono le informazioni relative alla Provincia di domicilio, al corretto funzionamento dell’app e, ovviamente, ad eventuali contatti a rischio.

Le informazioni relative alla app (cd. codice sorgente e scheda tecnica) sono pubbliche e chiunque, geni dell’informatica o semplici curiosi, possono verificarle su Github.

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Dopo che i tecnici hanno dissipato le perplessità in ordine alla privacy, in attesa degli esiti della sperimentazione nelle regioni campione, è di queste ore una infuocata polemica relativa alle immagini utilizzate per raffigurare i vari step di installazione e funzionamento dell’app: bipartisan la condanna del ricorso a stereotipi del secolo scorso che vogliono l’uomo al lavoro e la donna in casa ad accudire i figli (vedi foto di copertina). Così, dopo il lancio, è stato promesso, i ruoli saranno esattamente rovesciati e vedremo una donna al pc e un uomo con un bimbo in braccio.

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