Rapace migratore “scrocca” un passaggio da una nave partita da Napoli per giungere a Creta

Il protagonista di questa storia, che ha avuto il suo lieto fine sabato 12 settembre, è un falco pecchiaiolo, per la scienza Pernis apivorus

Il falco sulla nave (foto Lidio Agnesini)

Il protagonista di questa storia, che ha avuto il suo lieto fine sabato 12 settembre, è un falco pecchiaiolo, per la scienza Pernis apivorus, un potente rapace migratore che può superare il metro e trenta di apertura alare e volare dal nord Europa fino al margine meridionale dell’Africa. Questo uccello, che a dispetto delle dimensioni preda soprattutto insetti e, come suggerisce il nome scientifico, va ghiotto di api, è costretto a migrare per la stagione invernale nei paesi caldi ricchi di insetti. 

Il lungo viaggio dei falchi pecchiaioli prevede il superamento in volo del Mar Mediterraneo. Questa barriera ecologica spesso risulta fatale per gli uccelli migratori, soprattutto in condizioni di vento contrario, ma questo individuo è stato particolarmente fortunato perché, proprio nel momento in cui era più stanco, ha incrociato la nave “Giulio Verne”, un’imbarcazione napoletana salpata il giorno 6 settembre da Arco Felice e diretta nel braccio di mare fra Creta e Peloponneso. Dopo alcuni giorni di navigazione, quando la “Giulio Verne” era in alto mare fra Italia e Grecia, proprio lì dove questo rapace volava ormai stremato, impossibilitato a posarsi per riposare, questo incrocio fortunato in mezzo al mare ha dato a questo migrante alato un’opportunità, quella di posarsi per riprendere le forze e continuare il suo viaggio.

Questo falco pecchiaiolo decide di passare la notte a bordo e nelle immagini a corredo dell’articolo si nota l’incontro tra lui e gli ufficiali presenti sul ponte di comando, che per cercare di identificarlo lo illuminano per qualche istante, per poi allontanarsi e lasciarlo riposare. Il rapace “fortunato” lascia l’imbarcazione quando all’orizzonte compare la costa dell’isola di Creta, precisamente presso la località Nopigia.

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Video di Giuseppe Florida Puma e Lidio Agnesini

Dalle immagini si evince che si tratta di un giovane, nato durante la primavera 2020 e al suo primo viaggio migratorio, di norma il più difficile e probabilmente senza questo incontro fortunato con la “Giulio Verne” sarebbe morto fra le onde del Mediterraneo.

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A rendere nota questa storia è il naturalista napoletano Yari Salvi che lavora a bordo come tecnico e raccoglie sistematicamente i dati di uccelli che sostano sull’imbarcazione. Infatti, nel 2015 fu autore di un contributo scientifico in cui documentava oltre 77 individui di 19 specie diverse che in circa 2 mesi avevano usato la nave “Giulio Verne” come scialuppa di salvataggio a 60 km al largo della Danimarca.

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