Potature pericolose: a rischio la salute degli alberi e la nostra incolumità

Per ridurre i rischi, sempre più spesso, in numerose città italiane Napoli inclusa, si procede con la “capitozzatura”, cioè la rimozione quasi totale o totale della chioma dell’albero. Ma questo ci mette realmente al sicuro?

Negli ultimi anni le amministrazioni territoriali effettuano potature sempre più drastiche del verde pubblico in contesti urbani, motivate da problemi di sicurezza. In effetti, alcuni incidenti in cui cittadini sono rimasti feriti, o nei casi peggiori hanno perso la vita ci sono stati. Basti pensare al sessantaduenne morto a Napoli nel quartiere Agnano il dicembre scorso. Questi episodi di norma accadono durante giornate di forte vento o di intensi temporali che a causa dei cambiamenti climatici si manifestano sempre più frequentemente e con maggiore intensità.
Con la motivazione di ridurre il rischio, sempre più spesso, in numerose città italiane Napoli inclusa, si procede con la “capitozzatura”, cioè la rimozione quasi totale o totale della chioma dell’albero. Questa operazione di fatto rimuove tutte le parti dell’albero sospese, eliminando di fatto la possibilità di caduta dei rami. Ma questo ci mette realmente al sicuro? È di qualche giorno fa la terribile notizia delle due sorelline (3 – 14 anni) morte in Toscana a causa di un albero crollato sulla loro tenda. Se guardiamo le foto scattate sul luogo della tragedia, possiamo notare che si tratta di un albero capitozzato, le cui radici, probabilmente marce, hanno smesso di sostenere la pianta.

Per saperne di più intervistiamo l’Ecologo Forestale e Direttore dell’Istituto di BioEconomia del CNR, Giorgio Matteucci a cui poniamo due semplici domande:

La capitozzatura mette in sicurezza gli alberi dalla probabilità di crollo?

“La rimozione totale della chioma riduce di molto la probabilità di caduta dei rami nel breve periodo, ma aumenta l’instabilità dell’albero per gli anni successivi, in quanto stravolge l’equilibrio fra radici e chioma e induce l’albero ha fare una chioma e cicatrizzazioni che causeranno fragilità e necessità di interventi futuri a breve scadenza.” Matteucci aggiunge che bisogna pensare che gli alberi in contesti urbani sono sottoposti a notevoli stress, in quanto hanno un apparato radicale che non si può approfondire nel terreno, visto il ridotto spazio concesso lungo le strade e considerando che spesso la terra in cui sono immerse le radici è completamente ricoperta da pavimentazione che complica gli scambi idrici e gassosi".

Quali sono i vantaggi della capitozzatura?

“Unicamente la riduzione del rischio di caduta di rami nel breve periodo (3 – 4 anni), ed i costi ridotti. Infatti, questa tecnica di taglio, prevedendo la rimozione della chioma e non una valutazione della necessità di rimozione sul singolo ramo, non richiede personale specializzato per lo svolgimento delle attività. Chi capitozza non ha bisogno di particolari competenze botaniche o forestali.” Cerchiamo di comprendere la situazione su scala locale, rispetto alla tutela degli alberi, in uno dei luoghi maggiormente tutelati dal punto di vista paesaggistico il Campania: la costiera Sorrentino-Amalfitana. Area tutelata dalla legge regionale n. 35/87 che disciplina in merito a beni culturali e paesaggio ed impone che ogni intervento che possa modificarlo necessita del parere preventivo della Soprintendenza; inoltre questo territorio è caratterizzata da aree tutelate e di pregio, quali l'Area Marina Protetta Punta Campanella e il
Parco Regionale dei Monti Lattari, oltre ad Aree S.I.C., Z.P.S. e Siti “Natura 2000”. Chiediamo a Claudio d’Esposito - Presidente WWF Terre del Tirreno di descrivere il fenomeno: “si è trovato il modo per “derogare” a tutti questi vincoli che tutelano il paesaggio e gli alberi che ne fanno parte, utilizzando una categoria di professionisti, gli agronomi, che attestano, spesso con troppa faciloneria talvolta
per assecondare il committente, la pericolosità degli esemplari arborei da eliminare “ad horas”. I Comuni della penisola sorrentina hanno speso migliaia di euro in perizie utili a dimostrare la pericolosità di taluni alberi, forse più “fastidiosi” che realmente pericolosi, magari perché semplicemente alzavano i marciapiedi o occludevano la vista della strada e della vetrina.”

Il WWF Terre del Tirreno quanti abbattimenti o capitozzature è riuscito a bloccare?

“Sono tantissimi gli alberi che abbiamo salvato dalle motoseghe. Diverse decine di grossi e secolari (tra cui i pini bicentenari del Monte Faito) e centinaia di esemplari dei filari alberati ai margini delle strade. L’ultima battaglia riguarda le alberature di Ginkgo biloba di via delle rose a Piano di Sorrento: circa 70 alberi di oltre mezzo secolo di età”.

Un’ultima domanda, ritieni esistano falle nella normativa vigente?

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“La cosiddetta legge sui grandi alberi (L. 10/2013) richiede di censire tutti gli alberi monumentali d’Italia e impone agli amministratori il bilancio arboreo a fine mandato. Bene. Ma se non lo fai? La legge non prevede alcuna sanzione a riguardo! Tutto è lasciato alla sensibilità e cultura dei Sindaci. Anche il recente DPR. 10 marzo 2020, a firma del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che detta criteri
ambientali minimi per la gestione e la cura del verde pubblico, raccomanda di non potare gli alberi nel periodo della nidificazione dell’avifauna e suggerisce di non effettuare le famigerate capitozzature. Il decreto è entrato in vigore dall’8 agosto 2020 con tutte le raccomandazioni e i suggerimenti migliori. Ma se non lo fai? Anche qui parrebbe che sia tutto ancora una volta rimesso alla sensibilità personale degli amministratori.
Gli amministratori andrebbero costretti a fare ciò che indica la legge e non ci si può limitare ad un suggerimento che risulta evidente non venga ascoltato”. Conclude d’Esposito. Il verde pubblico migliora la qualità dell’aria: un albero può assorbire anche 150 kg di CO 2 in un anno; gli edifici con intorno alberi possono risparmiare il 20 – 50 % dell’energia necessaria per il riscaldamento o l’aria condizionata; gli spazi verdi incrementano notevolmente la biodiversità urbana fornendo rifugio ad uccelli ed altri animali; la presenza di alberi migliora la salute fisica e mentale riducendo lo stress; la presenza di parchi verdi nelle vicinanze può far aumentare il valore di un immobile del 20%.
Per avere delle città più verdi, forse, basterebbe premiare economicamente le amministrazioni che a fine mandato hanno piantato più che tagliato e prevedere delle ammende per chi ha fatto il contrario".

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