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Mobilità, il car sharing a Napoli non decolla

Il progetto CiRo è nato tra mille difficoltà e proteste quattro mesi fa, mentre Bee minaccia di lasciare la città. Smog, trasporto pubblico in crisi, ma l'auto elettrica non sfonda

Napoli e il car sharing. Nonostante l'endemica carenza dei trasporti pubblici, nel capoluogo campano la pratica green di condivisione di auto elettriche sta incontrando, almeno fino a questo punto, molte difficoltà a decollare. Le idee Bee e CiRo City Roaming sono nate sotto i migliori auspici, ma rischiano di far perdere quasi del tutto le proprie tracce in breve tempo.

Il caso Bee, in particolare, è tornato d'attualità proprio in questi giorni: duemila e cinquecento abbonati, una flotta di 40 auto elettriche, la Nhp è però già in crisi. “Casa nostra ci respinge – ha spiegato qualche giorno fa Valerio Siniscalco, amministratore delegato di Nhp ed ideatore del marchio Bee – la cosa incredibile è che, mentre da qui dobbiamo andar via, le altre città ci corteggiano”. Un addio sempre più vicino, e proprio mentre, per ridurre il traffico, l'amministrazione – fa notare con ironia Siniscalco – “introduce una misura di riduzione dell’inquinamento e del traffico davvero innovativa, la domenica ecologica”.

Se la polemica con palazzo San Giacomo riguardava, come pure è stato detto, il passaggio delle auto attraverso le Ztl e la loro sosta, la risposta non si è fatta attendere. In una nota la giunta de Magistris ha chiarito che è stata approvata il 30 maggio una delibera ad hoc per favorire la diffusione di auto elettriche: sosta gratuita sugli stalli blu, possibilità per tutte le auto elettriche di accedere gratuitamente alle Ztl, autorizzazioni prorogate.

Del resto è solo dello scorso febbraio il lancio di CiRo City Roaming, il progetto – ancora in fase sperimentale – sviluppato dall'ente Napoli Città Intelligente “con l’obiettivo di contribuire alla redistribuzione in modo razionale del traffico in città”. Una sperimentazione di car sharing finanziata da aziende private attraverso il Miur e patrocinata proprio del Comune.
Il dubbio è che il problema, più che normativo, possa essere di utenza. Di mentalità: mentre la giunta presentava il progetto CiRo alla stampa, all'esterno del Maschio Angioino un nutrito numero di tassisti protestava nel timore che il loro lavoro potesse essere minacciato dalla nuova forma di mobilità.

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