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Martedì, 31 Gennaio 2023
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Alberi crollati, l'esperto: "Maltempo? No, sono stati potati male"

Roberto Braibanti denuncia, relativamente alla tragedia sfiorata di piazza Cavour, ancora una volta come la carente manutenzione del verde cittadino metta in pericolo l'incolumità dei napoletani

"Un leccio sano di quelle dimensioni difficilmente crolla per un vento di quella intensità". Roberto Braibanti, noto ambientalista cittadino e presidente di Gea Ets, commenta così il pericolosissimo crollo di un albero avvenuto in piazza Cavour martedì scorso, evento che solo per fortuite circostanze non ha avuto conseguenze ben più gravi che danni ad una vettura lì in sosta.

"Qui – spiega Braibanti – entra in campo la biomeccanica vegetale, cioè la disciplina che analizza il comportamento delle strutture biologiche quando sono sottoposte a sollecitazioni statiche o dinamiche".

Braibanti ha spiegato, in un post sui social network, le ragioni di quanto è accaduto. "Riporto (a proposito della biomeccanica vegetale, ndR) testuale la definizione del prof Ferrini: "si focalizza sulla capacità degli alberi di modificare la propria crescita 'producendo' nuovo legno 'di supporto' in prossimità di regioni molto sollecitate o indebolite per varie cause (marciumi, difetti strutturali). Questo fenomeno è conosciuto come 'crescita adattativa' e ha l’effetto di causare irregolarità nella forma che sono denominate 'difetti'. Per cui la biomeccanica studia il modo in cui gli alberi crescono in un determinato ambiente per fare fronte sia al supporto strutturale, sia alle funzioni biologiche".

L'albero si adatta quindi, cambia. Ma a cosa si era adattato que leccio? Braibanti riporta un altro stralcio della letteratura scientifica sull'argomento, da Niklas (2002): "Quando rami e branche vengono sottoposti alla rimozione di porzioni confinanti di albero, zone che erano forti e resistenti potrebbero deformarsi o rompersi anche in condizioni di vento normali".
"Quel leccio – spiega Braibanti – infatti era stato potato male più volte e si può vedere dai rami e dalla conformazione della sua chioma, subendo negli anni parecchi tagli drastici. Ecco perché potare male e troppo un albero aumenta e non diminuisce la sua instabilità e quindi pericolosità".

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