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Spesa per medicinali, Campania in testa: "Ci si ammala di più di cancro"

Le considerazioni di Isde Campania - Medici per l'ambiente, a proposito della classifica stilata dall'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali nelle regioni del Paese

L’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali ha stilato una classifica delle regioni italiane che spendono di più pro capite: la Campania - considerando il periodo tra gennaio e settembre 2015 - è terza, subito dopo Sardegna e Toscana, per i farmaci acquistate nelle strutture pubbliche.

L’oncologo Antonio Marfella, del direttivo Isde Campania - Medici per l’ambiente, ha commentato così: "Si tratta della regione piu giovane d’Italia e a ragione di logica dovrebbe avere meno consumi sanitari, e contemporaneamente la provincia dove si registra la piu lunga aspettativa di vita alla nascita è Bolzano". "Napoli e Caserta sono ultime – prosegue – e qui il 71% della spesa ospedaliera è soltanto per farmaci oncologici". La deduzione è purtroppo logica: "A Napoli e Caserta ci si ammala di più di cancro: non abbiamo un ambiente sano e salubre dove sperare di farla franca".

Gli fa eco Luigi Costanzo, medico di famiglia Isde: "Il diritto alla salute in Campania sta diventando un privilegio per chi può permetterselo. Come medico di base devo denunciare la difficoltà nel fare prevenzione primaria: come, quando le matrici ambientali, aria, acqua e terra, sono avvelenate? Forse che il “fumo” sprigionato dai roghi di pneumatici, vernici, pellame, amianto non ha la stessa nocività di quello della sigaretta? Non è forse vero che la sola presenza di sostanze inquinanti nelle nostre terre, nella nostra acqua e nell’aria, espone tutti ad un rischio maggiore di ammalarsi?".

Una situazione difficile che passa attraverso "tempi e liste di attesa per esami molto lunghi -prosegue Costanzo - interventi 'urgenti' programmati dopo mesi, screening sanitari promessi che non partono (dove sono andati i 25 milioni per la prevenzione in Terra dei Fuochi?), l’insorgenza di alcuni tumori in età pre-screening". "Qui c’è gente che continua ad ammalarsi e che, non riesce più a trovare spazio e accoglienza nelle strutture pubbliche sanitarie - conclude il medico - vedendo protrarsi i tempi di ricovero per malattie giudicate gravissime, senza avere chiaro il percorso diagnostico e terapeutico".

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