Dopo 39 anni in Campania riappare il ciuffolotto scarlatto

Questo uccello dall’aspetto robusto e le dimensioni del canarino in Campania non veniva osservato dal 1981

Il ciuffolotto scarlatto (foto Igor Maiorano)

Quando si parla di uccelli migratori spesso viene sottolineata la loro capacità di rispettare la “Promessa del Ritorno”, in quanto inseguendo le stagioni vanno e vengono dai nostri territori con incredibile precisione e puntualità. Questa promessa però non viene rispettata da tutti e dovunque: ci sono alcuni migratori che attraversano un’area in modo irregolare, altri addirittura in modo accidentale.

Domenica scorsa nel Parco del Matese, è stata documentata la presenza del ciuffolotto scarlatto, per la scienza Carpodacus erythrinus. Questo uccello dall’aspetto robusto e le dimensioni del canarino in Campania non veniva osservato dal 1981, quando un individuo venne catturato, marcato con un apposito anello e liberato presso la stazione di monitoraggio della migrazione degli uccelli che opera in primavera sull’isola di Capri. Domenica scorsa sulle rive del Lago Matese non c’era una stazione di monitoraggio della migrazione, ma una singola persona con tutte le competenze per riconoscere questa specie rara, Ottavio Janni, Ornitologo della Commissione Ornitologica Italiana che ha proprio il compito di validare le osservazioni di specie rare di uccelli sul territorio nazionale. Ottavio è originario di Piedimonte Matese, ma “migra” continuamente verso le foreste dell’America latina alla ricerca di specie rare o che si credevano estinte.  

Il ciuffolotto scarlatto, che da giovane, a differenza di quanto mostrato in foto, non è rosso ma di un anonimo colore marrone – grigiolino, nidifica in un’ampia area che va dalla penisola scandinava e l'Europa centro-orientale fino alla Kamchatka e al Giappone attraverso la Siberia. In Italia probabilmente nidifica con 1 – 2 coppie in Alto Adige ma ricerche più approfondite sono in corso. I territori in cui passa l’inverno invece sono Indocina, Birmania, Cina meridionale e Iran sud-orientale. La migrazione fra zone di nidificazione e aree di svernamento riguarda marginalmente anche l’Italia in cui la specie viene rilevata soprattutto in autunno e le osservazioni si concentrano nei luoghi vocati in cui si effettuano monitoraggi dell’avifauna o che sono frequentati dai birdwatchers. Per cui nella vicina e piccolissima isola di Ventotene (LT) la specie viene rilevata quasi tutti gli anni grazie agli sforzi fatti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e alla presenza del Museo della Migrazione che monitorano sia la migrazione primaverile che quella autunnale. In tutta la Campania non veniva rilevata da 39 anni, ma probabilmente sulle isole del Golfo di Napoli il passaggio di questa ed altre specie è meno accidentale di quanto pensiamo, infatti le nostre isole sono luoghi prediletti dagli uccelli come aree di sosta durante la in migrazione ma, al contrario di Ventotene, non c’è nessuno che li rileva in autunno.

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La promessa del ritorno negli uccelli, come nelle persone, può essere mantenuta solo se c’è qualcuno che sta ad aspettare. 

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