Open Data, exploit della Campania: al secondo posto in Italia

L'assessore Lucia Fortini: “La Regione Campania ha ben investito sul patrimonio informativo e informatico"

Paolo Diana (coordinatore del progetto)

Ottimo secondo posto in classifica, tra le regioni italiane, per il portale web della Campania, secondo Open Data, l'indagine targata Unisa. Nel report del 2019 pubblicato da European Data Portal (il Portale europeo dei dati che raccoglie i dati delle informazioni del settore pubblico disponibili sui portali di dati pubblici dei vari paesi europei), l’Italia occupa la settima posizione, con un percorso avviato nel 2011, grazie al lancio del portale “dati.gov.it”.

Il gruppo di ricerca su “Open Data e Innovazione Sociale” coordinato dal professor Paolo Diana - docente dell’Università di Salerno e studioso di Open Data e Social Research Methods - che vede impegnate in prima linea la professoressa Maria Carmela Catone (Università di Barcellona) e la giovane sociologa e ricercatrice salernitana Claudia Alvino, ha pubblicato i primi risultati di un’indagine svolta nel mese di luglio di quest’anno, in un'ottica comparativa su tutte le 20 regioni italiane, rispetto, per l'appunto, ai portali digitali dedicati agli Open Data.

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Open Data

Le informazioni della Pubblica Amministrazione in passato erano reperibili solo nei documenti cartacei, mentre al giorno d’oggi le ICT hanno reso possibile l’inizio di un’era di apertura a nuovi dialoghi tra amministrazione e cittadinanza, con una gestione più trasparente e flessibile dei servizi offerti, a partire dalla direttiva della Commissione Europea del 2011. Gli Open Data sono una pratica amministrativa che consiste nel rilasciare i dati in formato aperto, senza nessun tipo di restrizione che ne possa impedire il più ampio riutilizzo. L'Europa ospita centinaia di piattaforme per dati aperti e, tali piattaforme, rappresentano luoghi digitali in grado di offrire un percorso guidato non solo a chi abbia intenzione di pubblicare dati per scopi molteplici, ma anche a chi sia interessato a consultarli e scaricarli.

I risultati

Il team di ricerca ha costruito un indice statistico sintetico denominato “User-focused approach index” finalizzato a classificare i portali delle singole regioni in base allo stato di usabilità delle piattaforme da parte di utenti/cittadini. L’indice finale, elaborato con procedure di statistica multivariata, sintetizza una batteria 19 indicatori che ricoprono queste quattro dimensioni: la disponibilità dei dati, la presenza di tools per aiutare la navigazione dell’utente, la presenza di pagine di contenuto informativo e la tipologia dei formati scaricabili. Per rendere più leggibile il dato di sintesi, l’indice è stato normalizzato su una scala di punteggio che va da 0 (min) a 10 (max). È emerso, dunque, che Lazio, Campania, Lombardia e Liguria sono le regioni che possiedono le piattaforme maggiormente user-friendly, superando il valore della sufficienza (vedi grafico). Notevole, quindi, il risultato raggiunto dalla Regione Campania (voto 7), secondo solo a quello fatto registrare dal Lazio.(voto 7.7). Al contrario, regioni come Sicilia, Basilicata e Abruzzo con un punteggio non superiore a 4, occupano gli ultimi posti dello speciale ranking.

"L'indagine restituisce il buon lavoro e gli investimenti fatti in Regione Campania in questi ultimi anni sul portale Open Data. L’apertura e la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico regionale sono, a nostro avviso, elementi su cui è necessario continuare ad investire poiché strettamente legati all’accrescimento dell’inclusione e dell’innovazione sociale e alla partecipazione consapevole e attiva dei cittadini alla vita politica e amministrativa dei territori. I dati aperti e soprattutto il modo in cui sono resi disponibili e condivisibili sono sicuramente i mattoni su cui costruire una conoscenza aperta e sviluppare una partecipazione informata alla vita democratica. Da segnalare, inoltre, che l’indagine osservativa ha messo in mostra alcune criticità che riguardano soprattutto la persistenza di un divario digitale e i livelli, ancora troppo bassi, di alfabetizzazione digitale tra gli utenti/cittadini. Su questo bisogna continuare ad investire per ridurre il gap. Il nostro team continuerà a monitorare le azioni messe in campo anche attraverso l’elaborazione di nuovi e più performanti indici statistici", spiega il professor Diana.

Plauso dalla Regione

"La Regione Campania ha ben investito sul patrimonio informativo e informatico: gli Open Data rappresentano infatti uno strumento di conoscenza, crescita ed inclusione sociale irrinunciabile per il territorio perché favoriscono il dialogo dei cittadini con la pubblica amministrazione. Molto dovremo ancora fare, però, per superare il divario tecnologico e digitale che l’emergenza Covid19 che ha imposto al mondo dell’istruzione il ricorso alla didattica a distanza, ha purtroppo messo drammaticamente in evidenza", è il commento dell'assessore regionale all'Istruzione, Politiche Sociali e Politiche giovanili, Lucia Fortini.
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