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Nuova policy smart per la città: le proposte dall'Associazione emeriti della Federico II

Tavola rotonda nella storica sede di Corso Umberto

I temi dell'inclusione sociale, della transizione ecologica, dell'efficacia e dell'efficienza delle politiche pubbliche locali, della partecipazione dei cittadini e degli stakeholders al governo della città, e le nuove sfide per una Napoli capitale del Mediterraneo sono oggi al centro della Tavola rotonda su "Quale futuro nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per Napoli città sostenibile", presso l'aula Pessina dell'Ateneo federiciano nella sede storica di corso Umberto I con Carlo Lauro, Edoardo Consiglio, Luigi Fusco Girard, Massimo Marrelli, Luigi Nicolais e Massimo Villone, moderati da Ermanno Corsi.

L'economia della conoscenza

Con l' "economia della conoscenza" la ricerca scientifica si configura, oggi come non mai, assolutamente centrale nelle strategie di sviluppo - spiegano gli organizzatori -  Ciò pone il sistema universitario nel cuore stesso della loro attuazione: il luogo dove si produce la nuova conoscenza di eccellenza che è indispensabile per affrontare le grandi sfide del XXI secolo dello sviluppo sostenibile.

L'associazione Professori emeriti della Federico II

Seguendo l'esempio di analoghe iniziative nazionali e internazionali, il 4 settembre 2018 alcuni professori emeriti dell'Università di Napoli Federico II hanno fondato l'Associazione Professori Emeriti Federiciani (APEF) con lo scopo di porre a disposizione delle Istituzioni e della Società civile il frutto delle loro conoscenze ed esperienze, acquisite in decenni di lavoro didattico e scientifico in uno degli atenei più antichi del mondo.

People-Smart Sustainable Cities

L'Associazione, senza scopo di lucro, in ottica sussidiaria, intende svolgere attività di volontariato al servizio della collettività, ispirandosi ai valori della solidarietà, della equità, della coscienza civile e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Di recente ha pubblicato lo studio "People-Smart Sustainable Cities", raccomandando un approccio allo sviluppo sostenibile "basato sulle città", che, in quanto fulcro della vita economica, sociale e culturale del mondo, possono affrontare contemporaneamente molteplici obiettivi di sostenibilità e offrire risposte più rapide e pratiche alle relative sfide.

Le città sono dunque chiamate a mettere in atto un intervento di policy smart, che si traduce in un "processo continuo ed esplorativo volto a trovare soluzioni nuove e innovative e a sviluppare una cultura di governance aperta e agile che faciliti apprendimento, adattamento, creatività, innovazione e co-creazione" basato su modelli innovativi di governance, business e qualità della vita.

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