Lettera aperta al presidente Conte sullo stato delle scuole di istruzione non formale

Coronavirus. La Fidef Campania evidenzia la gravissima crisi degli Istituti dei corsi di formazione e di istruzione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

La sede napoletanza della Federazione Italiana degli enti di istruzione debuncia, con una lettera aperta al Presidente Conte lo stato in cui versano le attività corsuali a napoli ed in tutta la regione campania. Il presiedente della Federazione dr Luca Paladino evidenzia che, anche con i recenti decreti Ristori, viene tenuto in nessun conto lo stato di crisi generate dal Covid, delle attività degli Enti Gestori dei corsi di “istruzione non formale che sono a rischio chiusura. Attività giià provate nel periodo febbraio giugno e aggravatesi con il successivo obbligo di non tenere corsi in presenza. I corsi di “istruzione e formazione permanente” sono a riscio chiusura e non continuare a dare un concreto contributo allo sviluppo socio-economico-culturale, In questo momento qualsiasi misura può essere una boccata di ossigeno per tutto il nostro comparto E’ da tenere nella giusta considerazione, l’impegno che le predette scuole profondono per il radicamento e la diffusione dei corsi tesi all’aggiornamento e alla formazione culturale e professionale, indispensabili che vanno a soddisfare anche un interesse trasversale, che coinvolge tanto quello dei datori di lavoro, quanto quello dei cittadini in cerca di lavoro, così come delle Istituzioni preposte allo sviluppo economico ed occupazionale. Chiediamo al Governo di dare la giusta attenzione a tutti gli attori coinvolti ed al ruolo sociale, provvedendo ad inserire anche le nostre attività, inserendo tra i beneficiari dei cosidettti ristori il codice ATECO 855930 (Scuole e Corsi di Lingua) ed il codice 85.59.2 (Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale), affinché anch’esse possano beneficiare dei cosiddetti “ristori”. Il Governo non può ignorare e far venir meno gli aiuti necessari al settore, derogando ai principi fondamentali della Costituzione, mentre include tra i beneficiari attività marginali e di diversa importanza sociale quali i sexy shop, agenzie matrimoniali, attività di tatuaggio e piercing, negozi di animali , dog sitter e negozi di armi”. Ellepi

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