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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Scuola

Protesta scuola, gli studenti: "Prima di rientrare screening obbligatorio su personale e studenti"

Nel corso della manifestazione di oggi davanti al palazzo della Regione, i ragazzi hanno presentato le loro richieste per un rientro nelle aule in sicurezza

Oggi, data di rientro in classe per le scuole medie della Regione Campania, gli studenti della provincia di Napoli hanno manifestato davanti a palazzo Santa Lucia per chiedere misure adeguate e maggiore sicurezza riguardo il ritorno a scuola, come riporta l'agenzia Dire.

"Un ritorno ci deve essere - spiega Francesco Ferorelli, studente del Liceo classico statale Vittorio Emanuele II - Garibaldi di Napoli- perchè come diciamo da mesi la dad non è scuola. Un ritorno così però, può solo danneggiarci. Chiediamo che prima di rientrare in classe siano fatti davvero investimenti sui trasporti, sui presidi sanitari, sui plessi"Per Francesco "la dad in questo momento storico ha accentuato molti problemi del sistema scolastico che e' vecchio, quasi morto. È necessario cambiarlo per cambiare il sistema in cui viviamo: il nostro futuro è a rischio perchè il nostro presente è incerto". Prima di rientrare "ci vuole uno screening obbligatorio su tutto il personale, sugli studenti. Per la mia scuola mi aspetto un rientro quasi normale perché ha i mezzi per essere in sicurezza, ma questo non vuol dire che io non debba essere qui per aiutare gli istituti che si trovano in situazioni peggiori delle nostre e che - conclude Francesco - il primo febbraio non torneranno in presenza per problemi di spazio e continueranno con la didattica a distanza".

"Abbiamo paura - spiega Martina, studentessa del Liceo artistico statale di Naploli - che la scuola non sia sicura. Tutti, pero', vogliamo tornare in classe. Se fosse dipeso da noi saremmo tornati in presenza a settembre". Quello che teme è che "una volta rientrati in classe non ci siano i presidi, il distanziamento. Vorremmo la sicurezza che una volta in aula tutto sia, non dico normale, ma fatto con le giuste precauzioni". Sull'apertura dei portoni il primo febbraio "io ci spero - ammette Martina -, ma dubito che sara' cosi'. Durante la dad ho passato varie ore a piangere sperando di tornare in classe perche' e' impossibile fare pittura, scultura, attraverso una videocamera. È difficile cosi' anche avere un rapporto con i professori, che io adoro". Nella scuola di Martina ci sono circa 700 studenti, "la struttura e' molto grande, abbiamo 6 piani, vari laboratori, due palestre, ma - conclude - il problema è che non sono arrivati i banchi nè le sedie".

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