Ragazzi e scuola digitale: come i giovani stanno vivendo la nuova didattica imposta dall'emergenza Covid

Tra video lezioni, chat e hi-tech, la scuola virtuale non è così facile come sembra. Neanche per i più giovani

Con l'emergenza sanitaria, la comunità scolastica a Napoli come nel resto del Paese ha dovuto imparare a utilizzare piattaforme online, sistemi di messaggistica, app per videoconferenze e, in generale, strumenti tecnologici come smartphone e Pc in maniera completamente diversa rispetto a quello che si era abituati a fare. In breve, chi più chi meno, abbiamo tutti scoperto le meraviglie della “didattica digitale”.

Insegnamento e apprendimento hanno subito un’accelerazione digitale senza precedenti. Per tanti, però, insegnanti ma anche studenti, il cambiamento non è stato proprio un “gioco da ragazzi” costringendo a nuovi assetti e nuovi equilibri sia per l’organizzazione quotidiana e la gestione del tempo, sia per la gestione efficiente dei sistemi di comunicazione, studio e relazione.

Proprio per scoprire come gli studenti italiani stanno vivendo il nuovo rapporto, tutto tecnologico, con l’istruzione, Wiko ha realizzato all’interno della sua community Instagram un sondaggio. E non sono mancate le sorprese:

Innanzitutto oltre la metà  dei ragazzi ha detto di sentire la mancanza non solo dei propri compagni, ma anche delle lezioni in aula.

Il 41% degli intervistati si è detto sollevato dalla possibilità di poter seguire lezioni a distanza, nonostante le difficoltà: ben  il 61% dei giovani intervistati ha ammesso, infatti, di trovarsi sempre a dovere risolvere qualche problema con la tecnologia. Numerose le questioni tecniche che rendono difficoltoso l'e-learning: la rete non prende, l’audio non funziona, la videochiamata non parte o restituisce un’eco che impedisce di capire e così via. Il 45% degli utenti confessa poi che le figuracce sono all’ordine del giorno, tra la voce della mamma che si sente in sottofondo durante le call, il fratellino che appare in pigiama sullo sfondo o il microfono che resta sempre involontariamente acceso.

Per quanto riguarda il look da video-lezione, l’85% degli studenti dice di preferire il primo indumento pescato dall’armadio, piuttosto che perdere tempo a curare la scelta. E ben il 41% segue le lezioni direttamente in pigiama: l’importante è ricordarsi di non attivare la webcam.

Dopo le lezioni, si switcha sui social network, preferibilmente con lo smartphone: il 67% di chi ha risposti al sondaggio, infatti, li sceglie come primo strumento di intrattenimento, di ricerca di informazioni e di contatto con l’attualità, preferendoli alla tv.

Di sicuro infine, quando tutto tornerà normale, per il 60% sarà dura rinunciare a svegliarsi tardi.

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