Formazione e integrazione: in cucina è più facile

All'Ipsar Duca di Buonvicino evento di formazione tra cucina gourmet, canzoni, racconti, abbracci e sorrisi

La buona scuola è fatta di risultati. Quelli che si vedono all’Istituto IPSAR Duca Di Buonvicino, a Calata Capodichino, dove l'integrazione è realtà e dove sono veri i legami tra gli alunni e con i docenti.  In questo spirito, sulla scia di una serie di progetti in tema di immigrazione avviati nel 2015, l'alberghiero di Calata Capodichino è stato parte attiva nel corso di formazione "Gusto da vendere". Incentrato sulla manipolazione e trasformazione degli alimenti  e le tecniche innovative di cucina e destinato a giovani a rischio di marginalità e migranti, tra cui richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale (in particolare in uscita dai percorsi di accoglienza) con l'obiettivo di creare opportunità di inclusione socio-professionale,  il corso è stato realizzato dalla coop. Tobilì, in partenariato con Less Onlus, nell'ambito del programma PartecipAzione - in azione per i rifugiati,  promosso da Intersos e UNHCR. 

 

I risultati delle lezioni sono stati presentati in un evento speciale che è stato innanzitutto l'occasione per riflettere sul tema dell'accoglienza, con il racconto di storie vere, fatto da chi quelle storie le ha vissute "perché - come spiegato da Carmela Musello, dirigente dell'IPSAR - solo la forza delle testimonianze vive e dirette possa spezzare l’automatismo velenoso del pregiudizio". Così il microfono è passato a Fatima, la cui famiglia proviene dal Senegal, che ha raccontato di essere musulmana e al Duca di Buonvicino prende buoni voti, ha tanti amici ed è finalmente felice; il musicista Laye Ba che a Napoli ha trovato un formidabile sodalizio artistico con Roberto Colella e l'amore;  Saeid Haselpour rifugiato e presidente della cooperativa Tobilì, costituita da giovani migranti provenienti da paesi che vanno dall'Iran al Mali, dall'Armenia alla Somalia, che effettua servizi di catering e banqueting d'eccellenza oltre a gestire il ristorante Meikhaneed in Piazza Dante, ed è stata premiata come migliore coop. start-up nel 2016, per l'imprenditoria giovanile ancora nel 2016, e dall' UNHCR nel 2017 e, soprattutto, i ragazzi protagonisti del corso, tutti giovanissimi (età media 20 anni) che sotto la guida del prof. Giuseppe Scuotto, docente dell'IPSAR, hanno dato vita ad un laboratorio di cucina decisamente colorato e altamente professionale, dove competenza, impegno e solidarietà sono andati di pari passo dando risultati eccezionali: cucina a dir poco gourmet per sapore, originalità e impiattamento  - offerta con uno spettacolare buffet - e, soprattutto, amicizia, sorrisi veri e abbracci sinceri.   

“Il progetto Gusto da Vendere è riuscito soprattutto grazie ad un enorme lavoro di network sul territorio – racconta Daniela Fiore, presidente di Less Onlus – in questi mesi hanno, infatti, lavorato fianco a fianco istituzioni scolastiche, enti no profit ed aziende di ristorazione. La rete tra realtà sul territorio è uno degli strumenti fondamentali per la corretta esecuzione di politiche per l’integrazione”.

“Cibo ed intercultura è un binomio che funziona da sempre  – conclude Haselpour - crediamo che la contaminazione culturale in cucina sia un ottimo veicolo di sensibilizzazione per una società multiculturale”. 

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