Giovedì, 13 Maggio 2021
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Il ritorno di Toni Servillo tra palcoscenico e grande schermo

L'attore: "Vorrei lavorare contemporaneamente nel cinema e nel teatro che è una cosa importante nella vita ma non è una chiesa, né una religione, non è un credo, né una scienza, né una fede. É un modo bello per stare insieme che dovrebbe illuminare l'intelligenza e scaldarci i cuori"

Toni Servillo © Tm NewsInfophoto

Fresco del successo per il ruolo di politico di sinistra in crisi e quello di brillante filosofo bipolare in Viva la libertà di Roberto Andò, Toni Servillo torna fra palcoscenico e grande schermo, tra gli attori più grandi d'Italia. Sarà in scena, insieme al fratello Peppe Servillo, fino al 28 aprile al Piccolo Teatro Grassi con Le voci di dentro di Eduardo De Filippo. Intanto è in attesa  di notizie sul festival di Cannes, dove dovrebbe tornare con Paolo Sorrentino con l'acre affresco corale de La grande bellezza, nelle sale dal 23 maggio.

Nella linea del riserbo imposto da Sorrentino sui suoi film prima del debutto, Servillo ha detto pochissimo finora sul suo ruolo. Si sa che interpreta Jep Gambardella, un giornalista affermato in una Roma colorata e decadente ma sempre di grande fascino, per quanto percorsa da personaggi eccessivi, come presenzialisti, immobiliaristi, 'nobili' e certi politici.

Nel cast, fra gli altri, anche Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Isabella Ferrari. "Ne La grande bellezza mi vedrete bellissimo" si è limitato a scherzare Servillo nell'incontro di qualche giorno fa a Milano per Film Factory Italia. La versatilità dell'attore è riflessa appieno da '394 - Trilogia nel mondo' , il dvd appena uscito, dedicato alla precedente tourneé mondiale di Servillo dal 2007 al 2010, con La trilogia della villeggiatura di Goldoni.

La vita dello spettacolo, prodotto da Teatri Uniti e Piccolo Teatro viene raccontata nel documentario di Massimiliano Pacifico unito alla rappresentazione, molti extra, e un libro con copione e interviste. Un percorso che si snoda per 394 repliche, davanti a 200mila spettatori, e nella parte internazionale, 18 città di 11 nazioni per 3 continenti. Fra le altre Berlino, Bucarest, Mosca, San Pietroburgo, Parigi, Budapest, Cracovia, Varsavia, Madrid, Bilbao, Pamplona, Lione, Marsiglia, New York, Istanbul, Montreal.

Un viaggio di Servillo, primattore e regista, alla guida di una compagnia strepitosa con, fra gli altri, Andrea Renzi, Salvatore Cantalupo Eva Cambiale, Paolo Graziosi, Tommaso Ragno, Anna Della Rosa, Chiara Baffi, Gigio Morra. Si fondono momenti di spettacolo e dietro le quinte, incontri con la stampa, con il pubblico, inconvenienti, trionfi, emozioni, ricordin e spettatori eccellenti.

 Ad emergere è soprattutto il legame indissolubile di Servillo con il palcoscenico, che non ha intenzione di abbandonare per il grande schermo: "vorrei lavorare contemporaneamente nel cinema e nel teatro confondendo anche il più possibile i pubblici- ha dichiarato l'attore- Il teatro è una cosa importante nella vita ma non è una chiesa, né una religione, non è un credo, né una scienza, né una fede. É un modo bello per stare insieme che dovrebbe illuminare l'intelligenza e scaldarci i cuori". (Ansa)

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