In scena "Variazioni enigmatiche"

Locandina

Variazioni enigmatiche (in francese Variations énigmatiques) è il titolo di un’opera teatrale di Éric-Emmanuel Schmitt, scritta nel 1995, forse una delle più famose ma anche delle più complesse dell’autore belga, che in essa ha investigato gran parte dei temi a lui più cari (dalla musica all’ amore, dalla solitudine al tempo, …) e che la giovane ed indipendente compagnia napoletana ha scelto di mettere in scena, sabato 23 maggio al Museo del Mare (dopo la partita del Napoli) .

     "Variazioni enigmatiche", variazioni di una melodia nota ma che risulta irriconoscibile. Come una bella donna, che, amata, non viene mai conosciuta fino in fondo.

Un giornalista della Gazzetta di Nobrovsnik, Erik Larsen, giunge a Rosvannoy, un'isola situata sul mare della Norvegia, per intervistare il premio Nobel per la letteratura Abel Znorko. L'accoglienza dello scrittore si rivela però piuttosto ostile: Abel infatti accoglie il reporter con due colpi di pistola, palesando immediatamente la sua misantropia. Dopo il primo traumatico impatto, ha inizio l'intervista focalizzata sul ventunesimo libro di Znorko, "L'amore inconfessato", un epistolario tra un uomo e una donna che, pur amandosi, decidono di viversi solo attraverso la corrispondenza amorosa. Il colloquio tra Znorko e Larsen procede serrato e con non pochi colpi di scena; si scopre che la donna della corrispondenza è una certa Helene Metternach, concittadina di Larsen, la cui assenza/presenza inciderà profondamente sulla vita dei due uomini. La vicenda assume una piega del tutto inaspettata, un mistero si cela dietro l'incontro dei due protagonisti, che gradualmente si rivelano, mostrando le loro reali intenzioni. Che cosa nascondono?

Una storia d'amore, un enigma appassionante, avvincente, intenso, fitto di capovolgimenti e sconvolgimenti, destinato forse inevitabilmente a rimanere tale.

L’opera prende spunto dall’opera sinfonica del compositore inglese Edward Elgar, “Enigma Variations”: «variazioni su una melodia che non si riesce ad individuare, una melodia molto nota ma che nessuno è mai riuscito a riconoscere. Una melodia nascosta che si accenna e poi sparisce. Una melodia che si può solo sognare, enigmatica, inafferrabile, così come il sorriso di Helene».

Attraverso le parole di Larsen, l’autore associa il lavoro di Elgar a Helene Metternach, protagonista assente, inafferrabile ed enigmatica, ma vero motore dell’intreccio e dell’incontro–scontro tra Znorko e Larsen. Si tratta di una storia d’amore, o meglio, di una trattazione dialettica sull’amore tra lo scrittore e il giornalista che mostrano una visione diversa della donna amata, pur riconoscendone, entrambi, un’unica essenza profonda. La messa in scena intende, innanzitutto, conservare la tensione provocata dalla presenza/assenza di Helene, scoprendo lentamente l’enigma e le sue variazioni, attraverso le diverse e continue agnizioni presenti nel testo. Il dialogo si presenta in forma colloquiale, quotidiana, pur conservando la poesia del linguaggio. L’azione si svolge in un’isola/rifugio di lettere, dunque la casa di Abel Znorko è un sorta di mondo di carta, un universo isolato nella corrispondenza amorosa. Tutto si genererà dall’epistolario: la pistola, l’impianto stereo dal quale si diffonderà diegeticamente la “Variazione 9 – Nimrod” di Elgar, la bottiglia e i bicchieri per il brindisi. Le luci sono fredde, per restituire l’isolamento volontario di Znorko e l’atmosfera di mistero che avvolge la vicenda. I costumi e, in genere, la scena tendono a decontestualizzare la storia, perché, se è vero che il testo delinea un evento particolare, ambientato in un tempo e in un luogo precisi, è pur vero che restituisce un messaggio universale, senza tempo e senza luogo.

 La prenotazione allo spettacolo, per il quale è previsto un piccolo contributo quale quota associativa di partecipazione, è obbligatoria.

Telefonare ai numeri: 3421401409, 3497588664

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