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Sorrento: una serata dedicata a Enrico Caruso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Metti una cena al museo. Anche se in un ristorante-museo com'è quello di Sorrento, dedicato ad Enrico Caruso, il celebre tenore. L'appuntamento è fissato per sabato 2 febbraio quando il patron Paolo Esposito darà il via alla serata di gala a tema. Tra gli ospiti d'onore ci saranno i nipoti del tenore e Stefano Reali, il regista della fiction televisiva a lui dedicata e trasmessa da Rai Uno. Oltre, naturalmente, ai "carusiani" di tutt'Italia. Per l'occasione lo chef della casa, Giuseppe Persico, coniugherà l'arte della lirica con la gastronomia. Un amore infinito per Caruso quello di Paolo Esposito che, anno dopo anno, dal 1987, ha arricchito questo elegante locale di cimeli, dipinti, spartiti, foto, dischi rari, articoli, della voce italiana più famosa di tutti i tempi. Lui, Enrico Caruso, amava trascorrere le sue vacanze in costiera. Il patron, con l'aiuto di Guido D'Onofrio, carusiano doc e amico di famiglia dei discendenti del cantante lirico, ha realizzato un vero e proprio museo che fa onore alla memoria di Caruso. Ma non solo. Da sempre ha puntato alla qualità: eccellenza della materia prima trattata da cuochi talentuosi. Oggi a dirigere la brigata del ristorante Caruso c'è un giovane chef, Giuseppe Persico, che propone piatti raffinati che affondano nella tradizione, come le "Fettucelle verdi con cannolicchi e salsa di peperoni" o il "4 tipi di riso con gamberi e curry", il "Pacchero gratinato ripieno di baccalà su letto di pomodori" o ancora il "Filetto di pesce con carciofi e patate". Uno degli antipasti che apre, in modo pirotecnico, il menù è la tavolozza di crudo di pesce, dove la freschezza del pescato si inebria della bravura dello chef e fa nascere un viaggio nel gusto del mediterraneo. Merluzzo, spigola, scampo, ostrica, gambero e cannolicchio vengono serviti crudi e accompagnati da intingoli che partono dalla salsa di arancio, al riso misto con limone e nero di seppia e arrivano all'olio aromatizzato alla vaniglia e alla cipolla di Tropea marinata. E' con questi piatti che Esposito ha conquistato il cuore dei "carusiani" e della clientela internazionale, tanto che con il tempo ha rilevato il locale adiacente facendo nascere, nel 2006, il ristorante pizzeria "La Basilica" che, con il pizzaiolo Bartolo De Simone, offre una invitante alternativa ai piatti che arrivano dalla cucina del "Caruso".

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