Quinta di copertina: la lettura da vizio privato a pubblica virtù

Per il quarto anno consecutivo si anima "Quinta di copertina", progetto curato da Livia Coletta e ideato da Manlio Santanelli, dove i lettori recensiscono insieme i libri.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Da 4 anni aprono le porte della loro casa nel quartiere Vomero a Napoli, a studenti, intellettuali, amanti della lettura, per discutere ogni 15 giorni di un buon libro. Continua con successo Quinta di copertina, il salotto letterario curato da Livia Coletta e ideato dal drammaturgo Manlio Santanelli.

Come è nato il progetto Quinta di copertina?

"L'idea di aprire le case - spiega Manlio- è prettamente femminile, e il successo di Quinta di copertina è sicuramente legato alla perspicacia e all'intuito di Livia". L'obiettivo - gli fa eco Livia, compagna nel lavoro e nella vita - è quello di aggregare i lettori assidui e non, per trasformare la lettura da vizio privato in pubblica virtù". Durante gli incontri che si svolgono nella biblioteca infatti tutti i partecipanti recensiscono il testo.

Perché si chiama Quinta di copertina?

"Tanto per essere meno ermetici - commenta Manlio - tale progetto nasce dalla profonda convinzione che un libro non termina quando abbiamo ripiegato anche la sua quarta di copertina, ma è allora che comincia una seconda vita nella nostra memoria, la quale ci torna su ed elabora le sue riflessioni".

Chi sceglie il testo da leggere?

"Ogni mese Manlio indica il libro da leggere privatamente - dice Livia - per poi discuterne insieme. Inizialmente l'idea era di coinvolgere i lettori nella scelta del volume, ma il pubblico ha sempre preferito che fosse Manlio a indicare il testo da sfogliare". L'avventura letteraria è cominciata 4 anni fa con la lettura di uno dei libri preferiti di Manlio e Livia "Cuore di tenebra" di Conrad.

Quali sono i generi letterari prescelti?

"I testi proposti sono quelli un po' più rari della letteratura dell'est, di quella sudamericana e in minima parte gli scritti inglesi, a meno che non abbiano avuto poca circolarità, un assaggio di tutte le letterature comparate. Libri spesso erroneamente considerati minori, e che per appartenere a grandi autori non possono essere ritenuti tali".

Chi sono i lettori di Quinta di copertina?

"La nostra è una rete di confronto tra i partecipanti, giovani, professori, amici, e soprattutto donne - raccontano - c'è chi prende parte alla discussione con un taccuino pieno di appunti, c'è chi ama cogliere l'ambientazione, c'è chi ha tendenze pittoriche, e predilige descriverne i colori".

Qual è la peculiarità di Quinta di copertina?

"Una delle caratteristiche principali - spiega Livia - è quella di evitare la lettura sul momento che potrebbe risultare noiosa, ma piuttosto un'apertura alla sensibilità di tutti i lettori che completano l'opera letteraria attraverso la discussione". "Per quanto adusi a penetrare nei meandri della scrittura - aggiunge il drammaturgo - ciascuno di noi finisce inevitabilmente per dare di quanto ha letto la sua personale interpretazione; laddove nessuno può negare che un libro, per semplice che sia, è pur sempre un prisma dalle molteplici facce; che potranno venir fuori da un confronto tra più lettori".

A volte quando dal testo è stato tratto il film, la biblioteca di casa Santanelli si trasforma in una piccola sala cinematografica e i lettori possono assistere alla proiezione della pellicola, come nel caso del libro di Truman Capote "A sangue freddo", portato sul grande schermo dal regista Bennett Miller e interpretato da Philip Seymour Hoffman, che vinse l'oscar come miglior attore protagonista. Sono più di 30 gli appassionati frequentatori di Quinta di copertina che si può definire idealmente un "caffè illuminato" degli anni 2000, tantissime le donne che statisticamente leggono più degli uomini, e centinaia i libri letti in questi 4 anni.

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