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José Saramago, il Suor Orsola Benincasa ricorda il premio Nobel

Appuntamento il 16 novembre a Sala Villani. Maria Luisa Cusati, Console onorario del Portogallo: "L'idea che ci ha spinto ad organizzare questo incontro a Napoli viene dal progetto di un ricordo collettivo che parta da ogni angolo del mondo"

Carlo Cerciello e alcuni attori de «IL CONTAGIO» in collaborazione con l'Associazione Italia-Portogallo presentano e proiettano alcuni stralci della messa in scena del romanzo Cecità di José Saramago. L'appuntamento è per martedì 16 novembre ore 16,30 Sala Villani Università Suor Orsola Benincasa.

Josè Saramago, scomparso il 18 giugno di quest'anno, avrebbe compiuto 88 anni. Negli ultimi tempi aveva molto sofferto per la limitazione nei viaggi. Era stato un gran viaggiatore negli ultimi venti anni, sempre coinvolto in incontri, giurie, iniziative, presente con conferenze di carattere letterario ma anche sociale e politico.

Nel giorno di quello che sarebbe stato il suo 88esimo compleanno, dunque, i suoi lettori lo ricordano oggi in tutto il mondo. “L’idea che ci ha spinto ad organizzare questo incontro a Napoli – spiega Maria Luisa Cusati, Console onorario del Portogallo - viene dal progetto di un ricordo collettivo che parta da ogni angolo del mondo, nello stesso giorno. Entusiastica è stata l’adesione della compagnia di Carlo Cerciello che renderà questo incontro un vero e proprio memorabile evento, che si svolgerà nella Sala Villani dell’Università Suor Orsola Benincasa che sottolinea in questo modo il suo particolare interesse per l’area della lingua portoghese rinnovando la propria disponibilità al dialogo tra le culture”.

Il rapporto di José Saramago con Napoli è iniziato nel 1985 quando fu invitato dall’Università “L’Orientale” nella quale gli studi di lusitanistica hanno una antica, feconda tradizione. Era anche l’inizio dei suoi rapporti con l’Italia che divennero sempre più intensi sia a livello universitario sia per uno straordinario successo di pubblico. "Nel 1994 Galassia Gutenberg, allora veramente splendida, volle il Portogallo come Paese ospite. Organizzammo un incontro che desse conto dello stato della produzione letteraria portoghese a venti anni dalla “Rivoluzione dei Garofani”. Saramago rappresentava gli scrittori, Helena Marques rappresentava le scrittrici, Nuno Judice a rappresentare i poeti ed Eduardo Lourenço, il critico e pensatore portoghese sempre attento ad ogni manifestazione di cultura. Ci parve di poter fare a meno di un servizio di traduzione perché il pubblico in buona misura conosceva il portoghese. Alla nostra proposta fu proprio una fan di Saramago che si oppose vivacemente".

Dopo il premio Nobel, ricevuto nel 1998, Saramago venne a Napoli nel settembre 1999. L’incontro a Villa Pignatelli vide molti suoi lettori delusi: non poterono entrare, lo spazio era risultato insufficiente. Un evento altrettanto importante fu la trasposizione per teatro del suo romanzo “Ensaio sobre a cegueira” tradotto come “Cecità”. Carlo Cerciello, regista sensibilissimo, la presentò nel suo piccolo “Elicantropo” come “Il contagio “ fu un successo ma il segno tangibile della validità di questo lavoro fu la commozione di José Saramago che si trattenne a lungo con gli attori dopo la rappresentazione.

Personalità estremamente forte, comunista convinto e irremovibile ha sempre mantenuto una ricchissima rete di rapporti e collegamenti con il mondo giungendo così ad essere sempre aggiornato sulle vicende di rilievo. Dopo aver pubblicato cinque volumi con i suoi diari, Saramago presentava in un suo blog le riflessioni quasi quotidiane. E’ nota la vicenda di queste note quando si pensò di pubblicarle in Italia. Come al solito irremovibile, cambiò editore ma non cambiò una virgola e Umberto Eco, proprio nella prefazione a quel “Quaderno” pubblicato da Bollati Boringhieri, conclude: “Però non ci dispiace anche quando s’imbufalisce. È simpatico”.

In Portogallo oggi esiste una Fondazione a suo nome diretta dalla moglie Pilar che è stata la sua compagna costantemente presente e attiva. Un rapporto splendido che ha fatto scrivere a José che prima del Premio Nobel lui già ne aveva vinto uno: la compagnia e l’amore di Pilar.

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