"Nostalgia di Ermanno Rea, tra addii e rimpianti": l'omaggio della Fondazione Premio Napoli

"Nostalgia di Ermanno Rea, tra addii e rimpianti": L'omaggio della Fondazione Premio Napoli allo scrittore napoletano. Durante l'incontro il video inedito di Lino Fiorito e le letture di Antonello Cossia, tratte dall'ultimo monologo di Rea, "La parola del padre" "Nuovo Teatro Sanità" (piazzetta San Vincenzo) - Sabato 6 maggio ore 10.30

Ermanno Rea fu partigiano, giornalista, fotoreporter, prima di diventare scrittore di successo, vincendo sia il Premio Viareggio, che il Campiello, ma soprattutto il grande intellettuale napoletano, è sempre rimasto legato alla sua terra, che torna prepotente nel suo ultimo romanzo: "Nostalgia". Dove protagonista, simbolo e segno del destino è il rione Sanità, luogo in cui Rea, negli ultimi anni della sua vita, amava tornare… Proprio in questo quartiere difficile, "sede eterna di vitalità e rinascita" e, insieme, luogo di violenza e sopraffazione, sabato 6 maggio alle ore 10,30 al "Nuovo Teatro Sanità" (piazzetta San Vincenzo), la Fondazione Premio Napoli ha organizzato la manifestazione: "Nostalgia di Ermanno Rea, tra addii e rimpianti". "Ermanno Rea, vincitore del Premio Napoli con 'Mistero napoletano' nel 1996, fu un intellettuale poliedrico - spiega Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli - molto impegnato politicamente. La sua attività, sempre orientata verso il sociale, sarà ricordata in questa giornata, fortemente voluta dalla Fondazione, doveroso omaggio nei confronti di uno dei suoi più prestigiosi presidenti".

Dopo l'introduzione dell'avvocato Ciruzzi, ricorderanno Rea: Matteo Palumbo (dell'Università degli Studi di Napoli Federico II) e Silvio Perrella (già presidente della Fondazione), moderati dalla giornalista Conchita Sannino. Durante la mattinata l'inedita proiezione del filmato di Lino Fiorito, che ha curato lo storyboard de' "La parola del padre", l'ultimo monologo scritto da Rea, in cui le parole e le espressioni di Caravaggio si raccontano attraverso gli occhi e la voce dell'Inquisitore, che lo accusa di non ubbidire a Santa romana Chiesa, di essere un ribelle, un seguace dell'eretico Giordano Bruno, di dipingere prostitute, ubriaconi e tavernieri nella convinzione che Dio va cercato proprio lì. Alcuni passi del libro saranno interpretati dall'attore Antonello Cossia.

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