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Vigliena oggi

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Laboratori artistici del Teatro di San Carlo negli ex stabilimenti Cirio di Vigliena

Laboratori e officine di ampie dimensioni per la costruzione, il montaggio e la conservazione degli allestimenti degli spettacoli, per incrementare la produzione e la progettazione di questi. Gli appuntamenti con gli spettacoli di Natale

Nuovi laboratori artistici del Teatro di San Carlo. La struttura nasce dalla riconversione degli stabilimenti ex Cirio di Vigliena nella zona industriale di Napoli Est (stradone Vigliena, circoscrizione di San Giovanni a Teduccio). È nata così una struttura ideale, con laboratori e officine di ampie dimensioni per la costruzione, il montaggio e la conservazione degli allestimenti degli spettacoli, per incrementare la produzione e la progettazione di questi.

Il progetto è frutto dell'accordo del 2007 tra Autorità Portuale, Demanio, Comune di Napoli e Regione Campania che ha conferito la gestione dell'opificio al Teatro di San Carlo per destinarvi un luogo più idoneo ad accogliere i laboratori degli allestimenti scenici.

Presso i Laboratori Vigliena, il Teatro di San Carlo desidera promuovere, in tempi brevi, la realizzazione di un polo formativo della città dove possano confluire le nostre attività formative già esistenti e la creazione di nuove opportunità (scuola per tecnici, amministrativi, marketing, comunicazione, produzione, segreteria artistica, orchestra giovanile, canto), attività di spettacolo ed espositive.

La riconversione degli stabilimenti nei nuovi laboratori artistici rappresenta l'ultimo tassello del restauro del San Carlo avviato nel 2008, con il dislocamento dall'edificio storico delle sale per il montaggio delle scene, della falegnameria e dei magazzini.

Il complesso di Vigliena è diviso in due edifici:

Edificio A

sala realizzazione elementi scenici; sala montaggio elementi scenici; laboratori magazzini e depositi; aula formazione e didattica

Edificio B

falegnameria; uffici; sala riunioni

Fra gli obiettivi principali per incrementare la produzione artistica del Teatro di San Carlo si è deciso di trasferire all'esterno dell'edificio storico le attività di produzione e montaggio degli allestimenti in nuovi spazi di dimensione adeguate. Come tutti i luoghi di produzione, un teatro deve necessariamente adeguare le proprie tecnologie ed i propri spazi alle necessità scenico-produttive che continuamente si evolvono. È importante aggiungere che la scelta di dislocare all'esterno ambienti ad alto rischio incendio come la falegnameria, i laboratori e i magazzini, ha permesso un notevole abbattimento del rischio ed il conseguente innalzamento degli standard qualitativi di sicurezza nell'immobile storico.

L'occasione di poter usufruire di una parte degli spazi dell'area industriale dell'ex opificio Cirio a San Giovanni, concessi in gestione grazie ad un accordo del 2007 tra l'Autorità Portuale, il Demanio, il Comune di Napoli e la Regione Campania, ha consentito di ottenere il luogo più idoneo ad accogliere i laboratori per gli allestimenti scenici.

LA STORIA - Il complesso industriale Cirio di Napoli, ubicato in via Vigliena nella circoscrizione di San Giovanni a Teduccio, fu costruito nel 1928 su progetto dell'ingegnere Aldo Trevisan che si era già distinto in ambito cittadino nella corrente Liberty napoletana. Questa singolare industria manifatturiera può essere a buon diritto inserita come fulgido esempio di architettura industriale neogotica alla veneziana con grandi vetrate e lesene aggettanti che si sviluppano lungo tutto il perimetro. Il manufatto è costruito da due grandi parallelepipedi affiancati sul lato lungo e di differente altezza. Il più alto è costituito da cinque piani fuori terra di altezza media interpiano di circa 7,50 metri, mentre la porzione di fabbricato inerente i lavori in oggetto è costiutita da due piani fuori terra per un'altezza complessiva di circa 15 metri. Tra i due fabbricati vi è una torre che porta i vani montacarichi e gruppi di scale. Nella seconda metà del Novecento l'immobile ha certamente subito una significativa ristrutturazione a causa delle mutate esigenze derivate dal progresso della produzione industriale. Infatti, pur mantenendo le facciate originali, presenta all'interno una struttura principale costituita da una serie di pilastri cosiddetti “a fungo” con solai a piastra aggettante sui quattro lati che consentono di sviluppare luci molto grandi con interassi di 7 metri. La copertura è sorretta da travi reticolari in acciaio del tipo Vierendeel. L'opificio Cirio che fu negli anni '60-'70 la prima industria conserviera d'Europa, ha smesso di funzionare nella seconda metà degli anni '90 cedendo il passo all'incuria, l'abbandono e al vandalismo che ne hanno segnato in maniera significativa le strutture e le murature perimetrali.

L'intervento previsto dal progetto sui fabbricati dell'ex opificio Cirio rientra a buon diritto trai i progetti di recupero in chiave archeologico-industriale. Le aree messe a disposizione della Fondazione Teatro di San Carlo insistono su due fabbricati distinti. All'interno del primo edificio, originario degli anni '30, è stato previsto un ampio intervento di ristrutturazione e consolidamento dove allestire i laboratori di scenografia e i depositi. All'interno del secondo edificio, dove era già in fase di completamento un'attività di recupero patrocinata dall'amministrazione statale, il Teatro di San Carlo ha stabilito di dislocare i laboratori di falegnameria.

Il progetto ha previsto che, nel fabbricato più antico, i laboratori siano distribuiti su di un unico piano e superino per superficie almento cinque volte le dimensioni della scena del Teatro. I laboratori si raggruppano intorno ad un'ampia sala per il montaggio di prova delle scene, in stretto contatto con la falegnameria ubicata in un altro fabbricato prospiciente l'area industriale. In questo ambiente di superficie pari a quella della scena (16 x 26 metri) è stata ricavata una doppia altezza attraverso l'abbattimento del solaio sovrastante e di tutte le strutture portanti, in modo da consentire altezze pari a quelle del portale del boccascena aumentate di 2 metri (circa 9-10 metri). Fatta eccezione per l'officina cromature/saldature, in questi ambienti è stata prevista una pavimentazione in legno per poter stendere facilmente le tele e, tramite un impianto di riscaldamento sottostante, favorire l'asciugatura dei colori. Per tutto il personale tecnico sono stati ricavati spogliatoi muniti di servizi igienici, lavabi e docce oltre a spazi di soggiorno. Per il personale tecnico direttivo sno previsti uffici. Ampi spazi opportunamente dimensionati sono stati dedicati ai magazzini che servono alla custodia di oggetti e arredi nonché allo stoccaggio di tutte le forniture. Sono stati previsti, infatti, spazi opportunamente dimensionati per l'impiantistica: centrale termica, centrale elettrica e sala C.E.D. Per consentire i collegamenti verticali interpiano il progetto ha previsto, in accordo con la normativa vigente, due nuovi vani di scale compartimentati tagliafuoco e ascensori, oltre ad un ampio montacarichi utile per trasferire al piano superiore oggetti di grandi dimensioni. Sono stati previsti infine spazi polifunzionali che consentano, all'occorrenza, anche attività didattiche espositive aperte al pubblico.


"SPECIALE: NATALE A VIGLIENA" - Spettacoli natalizi presso i Laboratori Artistici di Vigliena

11 dicembre 2011, ore 12
CONCERTO SINFONICO
Orchestra del Teatro di San Carlo

22 e 23 dicembre 2011, ore 12
CONCERTO DI NATALE
Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo

7 gennaio 2012, ore 12
LA STRADA
Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo


TUTTI GLI APPUNTAMENTI SONO AD INGRESSO LIBERO
 
VIDEO:

Le immagini dei laboratori artistici del Teatro San Carlo a Vigliena

 
L'INAUGURAZIONE DEI LABORATORI DI VIGLIENA

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