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Critical Mass, pedalando in città per una migliore qualità della vita

Il fenomeno di origine americana da tempo coinvolge anche l'Italia. Proprio in questi giorni Napoli festeggia il terzo compleanno della sua Critical Mass. Ce ne parla Alfredo Bellini

"La Critical Mass non è soltanto una pedalata di gruppo, ma una rivendicazione pacifica del diritto di muoversi in una modalità diversa che non sia soltanto quella delle automobili”.

A parlarci del fenomeno di origine americana - il primo appuntamento avvenne a San Francisco nel 1992 - che da tempo coinvolge anche l’Italia è Alfredo Bellini, fedelissimo della Critical Mass che riempie con successo le strade napoletane. Tra l'altro, proprio in questi giorni si festeggia il terzo compleanno in bici per Napoli.

Ci racconti un classico incontro di Critical Mass?

Partiamo dagli appuntamenti stabiliti: ogni primo sabato del mese alle ore 11.00 e ogni terzo venerdì del mese alle 18.30 presso il centro sociale SKA nei pressi di Piazza del Gesù. Qui c’è la nostra ciclofficina in cui si riparano bici e si prestano gratuitamente a chi non ce l’ha per consentire la partecipazione alla Critical Mass. Alle 11.30 circa parte la massa festosa di biciclette, chi con campanelli, chi con trombette varie, e si va per le vie della città tutti insieme. Niente di agonistico, ma tanta allegria e sana follia. Si fanno percorsi pianeggianti e adatti a tutti, dai più piccoli ai più grandi. Si va piano e si va in massa tutti insieme. Il successo della Critical Mass è che la stessa realizza dal basso ciò che non esiste più nelle nostre città: la strada sicura e silenziosa per camminare; la strada dove pensare, parlare, incontrarsi; la strada come luogo in cui i bambini possono tornare a giocare e ad essere liberi; la città come ambiente comune in cui respirare e crescere. Nel mese di giugno, ad esempio, a Napoli ha preso vita un evento ancora più grande e su base nazionale, “a Critichella”, che ha visto la partecipazione di oltre duecento ciclisti da tutta la Campania e non solo. Visto il successo, l’evento si ripeterà il prossimo giugno.

Qual è l'atteggiamento della massa di ciclisti nei confronti del traffico automobilistico?

La Critical Mass non è una battaglia contro gli automobilisti, non si cerca lo scontro. Semplicemente con il muoversi in bici insieme si vuole far vedere come sia decisamente più semplice scegliere la bici come mezzo di spostamento urbano anziché stare ore e ore chiusi in una scatoletta nel traffico. Agli automobilisti che strombettano e bussano inferociti durante le pedalate, diamo dei volantini in cui spieghiamo le ragioni di quello che stiamo facendo. Spesso molti di loro si rendono conto della poca utilità nel muoversi in auto sia da un punto di vista ambientale che economico. Questo è il nostro obiettivo, non facile ma possibile. Del resto a Napoli, grazie anche alla Critical Mass, si vedono già da qualche tempo più ciclisti in giro, anche nei giorni feriali.

alfredo-bellini-critical-mass_3Nella Critical Mass che valore ha il mezzo e che valore ha il ciclista?

Non ci sono leader né percorsi predefiniti. Il percorso viene scelto da chi è in quel momento in testa al gruppo anche se ovviamente ci sono dei percorsi di massima. La bellezza sta nel fatto che anche chi non prende la bici da tempo o chi in genere ha paura perché ci sono troppe auto in giro, trova nella Critical Mass la possibilità di stare più sicuro: la massa funge da protezione e quindi ci si può rilassare maggiormente. Quindi è anche un' occasione per chi non pedala da tempo. Ovviamente il senso non è solo mostrare un gruppo di persone che pedala insieme, ma far percepire come invece sia possibile utilizzare la bicicletta anche nei giorni feriali per andare a lavoro, all'università, o per fare dei servizi. Inoltre, a guadagnarci c’è anche il nostro umore e la nostra forma fisica, oltre che l’ambiente e il nostro portafoglio. E non vale neanche più la solita scusa: Napoli è piena di salite e discese. È vero, la città non è facile per la sua morfologia, ma se si ragiona ad esempio per mobilità di quartiere, già questo non è vero: gli stessi sono quasi tutti pianeggianti. Inoltre, già da un anno e mezzo è consentito il trasporto delle bici nei giorni feriali nelle funicolari, e da settembre anche tutti i giorni gratuitamente sulla linea 6 della metropolitana. Sulla Linea 1, invece, il trasporto delle bici è consentito per ora solo nei giorni festivi.

Parliamo del tuo rapporto con la bici, del tuo essere ciclista in una città come Napoli.

Ho scoperto la bici come modalità di spostamento urbano tre anni e mezzo fa. Anche io stavo ore e ore rinchiuso nel traffico caotico della città, soprattutto sulla tangenziale durante il percorso casa-lavoro. Ad un certo punto, considerato il nervosismo accumulato, è scattato qualcosa in me che mi ha portato a cercare altre possibilità di spostamento. E ho pensato che la bici potesse essere la giusta alternativa.

Come fedele compagna, poi, hai una bicicletta 'particolare'…

Sì, tutto è partito dal fatto che lavorando nella zona di San Giovanni a Teduccio e abitando al Vomero, zona collinare, si poneva il problema della pendenza e diventava complicato risalire. Per caso mi sono imbattuto in un sito, Jobike.it, dove si parla ampiamente di bici elettriche e di bici pieghevoli. Ho deciso di provarne una. Queste bici sono fantastiche, ti permettono di chiuderle e diventano portabilissime, occupano poco spazio, sono a prova di ladro perché sono sempre con te - anche sotto una scrivania di ufficio - e poi possono salire su treni, funicolari e autobus, oltre che metterle nel bagagliaio di un auto. Con questa bici mi muovo facilmente per la città: basta utilizzare l’intermodalità tra i mezzi di trasporto e il gioco è fatto. In Italia molto negozi si stanno attrezzando per venderle.

Soddisfatto della tua scelta, dunque?

Sì, a lavoro arrivo più sereno di prima e con molta più energia e voglia di fare. Se si pensa che la maggior parte degli spostamenti avviene tra casa e lavoro, si può immaginare quanto ne potremmo guadagnare tutti: meno caos, meno auto in giro, meno stress, più vivibilità, più soldi nella tasca derivanti dallo spendere meno per benzina e parcheggi, più forma fisica. Nonostante l’assenza di piste ciclabili (anche se è stato pubblicato recentemente un bando di gara dal Comune per la realizzazione della tratta Bagnoli-San Giovanni) e la scarsa cultura dei napoletani per l’uso della bici, ritengo che ormai sia necessario per il bene proprio e per quello collettivo provare a scegliere modalità di spostamento diverse dall’auto. Anzi, più che una scelta, ormai è diventata una necessità.

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