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Gli orfani dell'Annunziata. La Real Casa dell'Annunziata

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Sorta nel XIV secolo con la funzione di accogliere ma soprattutto sottrarre ad un destino infame creature rifiutate dalle proprie stesse madri, la Santa Casa dell'Annunziata rappresenta il luogo che meglio testimonia a Napoli il secolare dramma dell'infanzia abbandonata. Proprio quest'ultima, nel racconto dell'orfana Ginevra, sarà la vera protagonista del nostro itinerario: apparente beneficiaria di atti di carità il più delle volte affatto caritatevoli e specchio fedele di una società miserabile e malsana .

La nostra "storia" partirà, dunque, dalla camera interna dove è ancora visibile la cosiddetta Ruota degli esposti, una sorta di tamburo di legno di forma cilindrica in cui dall'esterno venivano introdotti i bambini abbandonati e affidati alle cure delle balie e della Madonna dell'Annunziata.

Ricorderemo poi la cosiddetta "cerimonia del fazzoletto", attraverso la quale le giovani esposte avevano la possibilità di trovare marito.

Infine proseguiremo alla scoperta del succorpo, una suggestiva chiesa sotterranea di impianto circolare realizzata dal Vanvitelli, indipendente dalla basilica superiore, ma posta in corrispondenza della cupola .

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