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Giuseppe Schisano (foto Chi)

Giuseppe Schisano (foto Chi)

Giuseppe Schisano: "Finalmente mi riconosco, ora sono Vittoria"

L'attore napoletano, che ha iniziato il lungo percorso per cambiare sesso, si è lasciato immortalare dal settimanale Chi. "Il momento più bello è stato quando, ancora vestito da uomo, mi hanno parlato al femminile"

Una donna rinchiusa in un corpo da uomo. "Ma adesso mi riconosco. Il momento più bello di questa rinascita è stato quando, ancora vestito da uomo, mi hanno parlato al femminile". Queste le parole di Giuseppe Schisano, l'attore napoletano che ha iniziato la strada per cambiare sesso. Il settimanale Chi lo immortala nell'ultimo numero con il nuovo volto, la nuova identità: Vittoria

"Vittoria è nata sul set di 'Canepazzo'. Dovevo interpretare un macho. Ma più mi calavo in quella parte, più stavo male. Non ero io. Iniziai a non mangiare. Se mi specchiavo, non riconoscevo la mia immagine. Era come se fossi rinchiuso nel corpo di un'altra persona. Fu allora che capii che cosa ero davvero. Grazie anche al supporto dell'analisi. Così circa sei mesi fa ho iniziato la cura ormonale per liberare la mia vera natura", ha spiegato Schisano che ora rivela un sogno: "Ho voglia di innamorarmi. Come Vittoria".

UN MESE FA L'ANNUNCIO - Il giovane aveva confessato all'ADNKRONOS: "Ho sempre sentito molto forte in me il lato femminile e l'ho nascosto a me stesso per anni e anni prima che agli altri. Quando sei giovane non capisci precisamente quello che senti ed anzi estremizzi l'opposto. Così ho fatto mascolinizzandomi sempre di più. Mi sono fatto crescere la barba e sono andato in palestra a sviluppare muscoli e ho assunto un atteggiamento più maschile di quello che avrei avuto naturalmente. Poi, sul set di 'Cane Pazzo', film nel quale il mio personaggio, platealmente eterosessuale, doveva più che mai trasferire l'immagine di un uomo vissuto, sciupato sono andato letteralmente in crisi. Mi guardavo allo specchio e non riuscivo a riconoscermi. Mi piaceva l'uomo che vedevo, ma come mio fidanzato, non come me stesso".

Perché il nome Vittoria? "L'ho sentito naturalmente mio e spero che porti bene a me e a tutti coloro che intraprendono un cammino di consapevolezza a qualsiasi livello per essere se stessi senza paura".

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