Nts ospita la mostra “Ti ho visto” in occasione delle giornate Fai

Sabato 19 e domenica 20 marzo, nell'ambito della Giornate FAI di Primavera, il Nuovo Teatro Sanità aprirà le porte al pubblico dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Sarà dunque possibile visitare gratuitamente la chiesa settecentesca dell’Immacolata e San Vincenzo, dal 2013 sede del teatro e che, per l'occasione, ospiterà anche la mostra d'arte contemporanea dell’artista Paolo La Motta. Inoltre, sabato 19 alle ore 16.30 si terrà una lezione aperta della Piccola Bottega Teatrale a cura della Fondazione Pavesi.

La chiesa e l’annesso convento vennero costruiti nel XVIII secolo, grazie all’iniziativa di padre Gregorio Maria Rocco che decise di fondare, nel 1736, un complesso adibito ad ospitare circa 250 ragazze. Nella zona già esisteva una chiesa intitolata a Santa Maria di Nazareth, che si trova al di sotto della struttura odierna e che fu sostituita da quella nuova realizzata da Bartolomeo Vecchione. L’interno è caratterizzato da stucchi di epoca settecentesca e dal pavimento maiolicato risalente al 1867. Nella zona absidale è custodito un dipinto su tela di Pietro Bardellino, datato 1754, che raffigura San Vincenzo nell’atto di raccomandare alla Madonna alcune ragazze, oltre ai monumenti funebri di Francesco Pagano (1741) e Sabato Manso (1747) che donò i propri fondi per la costruzione del complesso. Secondo la leggenda, al di sotto dell’ipogeo della chiesa, dove si trovano gli antichi ambienti della precedente chiesa di Santa Maria di Nazareth, vi sarebbe una grande area cimiteriale che venne utilizzata per seppellire i corpi dei morti durante la peste del 1656. Inoltre nella chiesa è presente una delle poche “ruote degli esposti” tuttora presenti nella città di Napoli.

Proseguendo la visita negli ambienti della chiesa, sempre sabato 19 verrà presentato “Ti ho visto”, vernissage dell’artista Paolo La Motta che esporrà le sue opere in teatro fino al 18 aprile. La mostra, che prende il nome da uno dei dipinti dell’artista, si pone l’obiettivo di accordare la pittura con il luogo che la ospita. Le opere saranno collocate nelle cornici vuote delle cappelle della chiesa-teatro, instaurando un dialogo con lo spazio originario e la sua attuale destinazione. A tal proposito le parole dell’artista: «Una chiesa che diventa teatro, un teatro che diventa luogo di esposizioni per mostre, i luoghi sono fatti dalle persone e dal tempo che cambia, e soprattutto dai sentimenti che muovono gli uomini. Ma il tempo, le cose, i fatti, i sentimenti degli uomini, appunto,  trasformano una chiesa in un teatro, un teatro in un mondo di energie positive, e allora anche la parola cambierà di nuovo significato e in quel momento Sanità azzarderà ad acquisire una “T” divenendo “Santità”, ricordando il pensiero costruttivo di un prete missionario di questi luoghi, Don Giuseppe Rassello».

Il Nuovo Teatro Sanità rappresenta, in quest'evoluzione, un vero e proprio presidio di legalità con le sue iniziative atte a riqualificare il territorio circostante e a valorizzarne l'importante patrimonio storico culturale.

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