Franco Ricciardi: Mix Tape live al Palapartenope

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

C'era una volta uno dei ragazzi del mucchio selvaggio di cantanti in cerca di fama, quelli che negli anni Novanta si fecero notare dall'Italia intera andando oltre la consueta platea delle feste di piazza e delle cerimonie private.

Franco Ricciardi era uno di quei ragazzi, forse l'unico che ha mantenuto le promesse, che non si accontentato di inseguire il successo e non ha voltato le spalle al suo pubblico, ma è cresciuto con esso, spingendo anche i suoi fans su una via di una diversa consapevolezza sociale e musicale.

Il concerto che lo riporta il 18 marzo al Palapartenope di Napoli in qualche modo riassume la sua carriera, la sua coerenza, la sua svolta: sembrano passati milioni di anni luce da quando atterrò in via Barbagallo con un elicottero e poi salì sul palco, tra il boato delle ricciardiane, scortato dai suoi bodyguard. Questa volta le ricciardiane ci saranno lo stesso, ma apparterranno a più generazioni, come i ricciardiani, e l'uomo di "Cuore nero" arriverà senza mezzi roboanti, lasciando che a parlare per lui siano le sue canzoni, quelle d'amore e melodia, quelle di disagio e rime rap. Non a caso, infatti, al suo fianco, oltre a Ivan Granatino, fido rapper newpolitano con cui collabora stabilmente, ci sarà il meglio della scena hip hop nazionale, quella del Nord (con i Club Dogo Gue Pequeno e Jake La Furia) e quella del Sud (Clementino, Luchè alla sua prima apparizione dopo lo scioglimento dei Co'Sang), più il franco senegalese Thieuf. Con loro, Franco ha preparato un mixtape con tanto di video d'accompagnamento che impazzano su YouTube, sino a impallare la rete. Il brano "Ora no", in particolare, visto il successo di visualizzazioni è in rotazione su "Hip hop tv". Ma non di solo rap vive il nuovo corso ricciardiano, che poi così nuovo non è e parte da lontano, come testimonieranno altri ospiti del calibro di Capone con i BungBangt e di Peppe Lanzetta, autore dei versi dell'indimenticato inno di "167".

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