Festa del Carmine 2013, ritorna “Masaniello”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Nell'ambito della tradizionale festa del Carmine, sabato 13 luglio 2013 (ore 19:45) NarteA ricorda l'eroica rivoluzione napoletana guidata da Masaniello con "Gli Echi della Rivolta"

La festa del Carmine è l'ultima festa religiosa a Napoli che si sostiene coi soli fondi pervenuti dal popolo devoto. Le sue origini antichissime trovano il culmine nel tradizionale incendio del Campanile, nel quale l'intera struttura, nota per avere il campanile più alto della città, viene completamente rivestita da "piogge di fuoco" ad imitare il vero incendio che viene spento solo nel momento in cui arriva il quadro della Vergine del Carmine. E' una manifestazione che richiama migliaia di curiosi e devoti da partenopei, che da sempre amano invocare la Vergine chiamandola gergalmente "Mamma d'o Carmene". L'origine della festa in onore della Madonna Bruna risale quasi certamente intorno al 1500 e la prima notizia di cui si ha descrizione della festa, appare nella "Cronistoria del Real Convento del Carmine Maggiore di Napoli" scritta dal Pier Tommaso Moscarella, quando raccontar gli eventi della rivoluzione di Masaniello del 1647.

Tra tradizioni e storia, nell'ambito del programma "Festa del Carmine 2013", l'Associazione Culturale NarteA presenta un importante appuntamento: sabato 13 luglio 2013 va in scena la visita guidata teatralizzata "Gli Echi della Rivolta" - inizio 19:45 con prenotazione obbligatoria ai numeri 3397020849 - 3346227785 e quota di partecipazione 12,00 euro a persona -, per ripercorrere la storia di Masaniello e della sua memorabile rivoluzione, avvenuta nei luoghi di una Napoli dal fascino immutato, quali la Basilica del Carmine, la chiesa ed il chiostro di Sant'Eligio, la Chiesa di Santa Croce al Mercato. In collaborazione con Antiche Botteghe tessili, NarteA ritornerà al mese di luglio del 1647, quando il popolo napoletano preparava i festeggiamenti per la Festa della Madonna del Carmine e il Viceré spagnolo Duca D'Arcos decise di aumentare le tasse sulla frutta per l'ennesima volta. In quel momento, il popolo napoletano preso ormai per il collo, guidato da un pescivendolo, si ribellò. In una settimana Napoli cambiò volto e tutti coloro che erano stati "pecora" in pochi giorni si trasformarono in "lupo", anche se il potere del denaro riportò tutto alle condizioni originarie passando però sul cadavere di quel pescivendolo il cui nome ancora oggi risuona come fosse un mito, come principale "eco della rivolta": Masaniello.

L'itinerario guidato teatralizzato, intervallato da pièce teatrali interpretate dagli attori Stefano Ferraro, Viviana Cangiano, Serena Pisa e Antonio D'Avino e dalla guida di Alessia Zorzenon, interesserà tutti quei luoghi in cui le vicende ebbero luogo: da Piazza del Carmine al Chiostro della Basilica Santuario Carmine Maggiore, attraverso Piazza Mercato e il Chiostro di Sant'Eligio, ponendo l'accento sugli aspetti sociali, politici e storici che rappresentarono la sfondo naturale agli avvenimenti e alle conseguenze che questa rivolta ebbe sul Regno di Napoli. Eppure la morte di Masaniello, il cui nome era Tommaso Aniello di Amalfi, produsse inevitabilmente un rumore di fondo nella città partenopea che per lungo tempo propagò tra le mura e nel popolo napoletano gli echi della rivolta.

Per conoscere le altre iniziative dell'Associazione culturale NarteA, visitare il sito www.nartea.com oppure contattare direttamente l'Associazione (info@nartea.com - 339 7020849 - 334 6227785).

Ufficio Stampa NarteA

Annacarla Tredici

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