“E se il libro fosse una medicina?”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Promosso dalla Scuola di Medicina e Chirurgia e dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, il ciclo di eventi #NONSOLOMEDICINA prosegue con lo scrittore Maurizio de Giovanni, noto nel panorama letterario italiano per i suoi romanzi gialli, che si confronterà con docenti, studenti e professionisti della salute sul ruolo del libro e sulle sue funzioni ed applicazioni terapeutiche, Giovedì 3 dicembre, dalle 15.00 alle 16.00, nell’Aula Magna di Biotecnologie (via Tommaso De Amicis, 95). Introducono il tema dell’evento: Arturo De Vivo, Pro- Rettore dell’Università Federico II; Guido Trombetti, già Rettore dell’Ateneo Federiciano; Luigi Califano, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia e Giovanni Persico, Commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. Modera il dibattito: Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico. La partecipazione all’evento è gratuita ed aperta a tuttiScarica la locandina.

Può, quindi, la lettura di un romanzo, una raccolta di poesie, un giallo, aiutare il paziente ad alleviare dolori, sofferenze, preoccupazioni? Può un medico prescrivere un libro come fosse una medicina? Evidenze scientifiche hanno dimostrato che la lettura stimola la fantasia, la creatività ed il pensiero e può indurre effetti duraturi nelle regioni del cervello responsabili del linguaggio e della ricettività, inoltre, può alleviare i sintomi ed i pensieri negativi nei momenti critici. Lo stress, infatti, si riduce sensibilmente se ogni giorno una piccola parte del tempo libero viene dedicata alla lettura.

Nell’ambito del ciclo di eventi #NONSOLOMEDICINA, personaggi del mondo dell’arte, della cultura, dello sport e dello spettacolo sono invitati a portare la loro esperienza nelle aule universitarie per favorire nei professionisti della salute, negli studenti e nei medici in formazione l’integrazione dei saperi, contribuendo a realizzare un processo di promozione della salute “a tutto tondo”, in linea con gli obiettivi della Scuola di Medicina e dell’AOU Federico II.

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