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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Divertissement, in streaming il balletto del San Carlo

Da venerdì 23 aprile alle 20, lo spettacolo di balletto a cura di Stéphane Fournial in streaming sulla pagina Facebook, sulla piattaforma Mymovies.it e sul sito del Massimo napoletano

Domani venerdì 23 aprile a partire dalle ore 20.00 nuovo appuntamento in streaming del Teatro di San Carlo. 
Protagonista il Corpo di Ballo del Massimo napoletano con Divertissement, spettacolo di balletto a cura di Stéphane Fournial e con l’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Maurizio Agostini.

Ad aprire Divertissement il pas de deux da Les Flammes de Paris (Fiamme di Parigi) balletto in due atti incentrato sulla storia della Rivoluzione francese, con la coreografia di Vasilij Vajnonen su musiche di musiche di Boris Asafiev.  
A seguire la variazione gipsy, dall’opera Henry VIII di Camille Saint-Saëns per la coreografia di Louis Mérante e Léo Staats.
Infine alcuni estratti da Paquita, nella coreografia di Marius Petipa su musiche di Ludwig Minkus.

Il calendario streaming di aprile del Teatro di San Carlo prosegue venerdì 30 aprile a partire dalle ore 20.00 con il direttore israeliano Dan Ettinger, per la prima volta al San Carlo, che dirigerà l’Orchestra del Massimo napoletano e il pianista russo Alexander Melnikov nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in fa diesis minore Op.1 di Sergej Rachmaninov. In scaletta anche e la Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 di Pëtr Il'i? ?ajkovskij.

Gli spettacoli del mese di aprile 2021 saranno disponibili in streaming sulla piattaforma MyMovies.it e, per i primi tre giorni di programmazione, anche sulla pagina Facebook ufficiale del Teatro di San Carlo.

Per guardare lo spettacolo, è possibile:
- acquistare un e-ticket del valore di 2.29€ (valido 7 giorni dal primo accesso su MyMovies e per i tre giorni di disponibilità su Facebook). Il biglietto potrà essere acquistato direttamente attraverso il canale scelto (MyMovies.it o Facebook) e sarà valido fino al termine del periodo di programmazione dell'evento acquistato.
- acquistare l'abbonamento al mese di programmazione che include i tre titoli del mese a 4.99€. L'abbonamento dà accesso illimitato ai tutti i contenuti del mese a partire dal primo giorno di programmazione e fino a fine mese. Sempre entro la fine del mese sarà possibile rivedere tutti i contenuti già pubblicati. L'abbonamento è disponibile solo sul canale MyMovies.it ed è acquistabile fino all'ultimo giorno di programmazione dell'ultimo evento del mese.
Dal termine della disponibilità in streaming, i contenuti saranno disponibili on demand sul sito shop.teatrosancarlo.it. 

Nota dal programma di sala a cura di Dinko Fabris
IL DIVERTISSEMEN,  LA ”PAZZIA DEL BALLO” CHE CI CONSOLA
Il grande pensatore francese Blaise Pascal aveva così definito nel 1670 la necessità dell’uomo di trovare consolazione ai problemi quotidiani dell’esistenza nel godimento dei Divertissements ossia dei divertimenti o distrazioni della mente:
«[...] ho scoperto che tutta l'infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera. [...] ho voluto scoprirne la ragione, ho scoperto che ce n'è una effettiva, che consiste nella infelicità naturale della nostra condizione, debole, mortale e così miserabile che nulla ci può consolare quando la consideriamo seriamente» (Pensées, 139).

Al tempo di Pascal già da quasi un secolo dilagava in tutta la Francia la moda del Ballet de Cour, il ballo scenico particolarmente gradito alla corte reale a partire dal famoso “Balet comique de la Reyne” allestito nel 1581 nel palazzo reale detto “Petit Bourbon” accanto al Louvre, in onore della regina madre Caterina de Medici: uno spettacolo arricchito da macchine sceniche e costumi preziosi, che durò oltre cinque ore.
Da quel momento il tempo dei piaceri della corte francese, i Divertissements appunto, furono scanditi costantemente da balli figurati, soprattutto quando il giovane Luigi XIV fece il suo esordio da ballerino danzando vestito da sole con tutti i pianeti-cortigiani intorno a lui: fu la dichiarazione politica dell’avvento del “re-sole”.  I balletti erano così amati in Francia che perfino l’opera in musica vi fu introdotta non come protagonista ma quasi come un completamento, originando l’“opèra-balllet” e quando gli italiani portarono il melodramma a Parigi, con L’Ercole amante composto da Francesco Cavalli per il matrimonio del re Luigi, ciò che piacque maggiormente e destò la massima ammirazione furono i balletti di Jean-Baptiste Lully (un italiano che aveva francesizzato il suo nome) posti tra i cinque atti del dramma.
Nel tempo la moda del ballo “alla francese” contaminò tutta l’Europa e il Teatro di San Carlo, la meraviglia architettonica inaugurata dal re Carlo di Borbone a Napoli nel 1737, accolse fin dall’inizio i balli come una delle proprie produzioni artistiche più significative. Nel 1728 era uscito a Napoli uno dei principali trattati di danza di quel secolo, Trattato del Ballo Nobile di Giambattista Dufort indirizzato all’Eccellenza delle signore Dame, e de’ signori Cavalieri Napoletani (nella Stamperia di Felice Mosca 1728), dove il ballo è così definito: 
“Questo si è il più nobile e leggiadro divertimento, così delle Corti sovrane che dell’altre Città cospicue. Ed in vero non v’è in esse cosa più magnifica, e che dia maggior diletto, quanto le feste di Ballo, nelle quali si fanno ammirare e contradistinguere, tra gli altri, coloro che sanno perfettamente la Danza”    
Insomma, si era scatenata anche in Italia quella che un trattato aveva definito “La pazzia del ballo” (stampato a Bologna con questo titolo da Simeone Zuccolo da Colonia nel 1659). Intanto dalla fine del Seicento in Francia il termine Divertissement era divenuto una vera e propria forma di spettacolo, nato dalle Entrées ossia parate di cantanti, strumentisti e ballerini in costumi molto esuberanti che cantavano e danzavano storie parallele o commenti alla narrazione dello spettacolo principale in cui erano introdotte come intermezzi (entr’actes). Famose serie di Divertissements erano quelli composti da Charpentier e tanti altri musicisti del primo Settecento per palazzi aristocratici ma anche per i teatri della commedia. Da quel momento il termine Divertissement cominciò ad essere usato in tutta Europa in contesti diversi, per la musica strumentale come per l’opera, e naturalmente soprattutto per la danza, indicando sempre interpolazioni o “divertimenti” all’interno di una rappresentazione teatrale principale. Si arrivò durante il Classicismo alla creazione di un vero genere di musica strumentale, il “divertimento”, che ha originato capolavori di Haydn, Mozart e tanti altri musicisti oggi meno conosciuti, a indicare una passione travolgente per tutto quel che poteva far distrarre la mente dai problemi quotidinani, proprio come aveva indicato Pascal.
Da queste origini barocche, il Divertissement è rimasto fino ai nostri giorni nel linguaggio professionale del Balletto classico, ad indicare un collage di brani e coreografie estratti da opere diverse, a volte modificati e miscelati, per ottenere uno spettacolo nuovo, non un’antologia ma una provocazione, a volte impertinente: un “divertimento” appunto, per chi danza e soprattutto per tutti noi che assistiamo. 

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