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Daniele Silvestri, il tour approda a Napoli: "Un'esperienza fantastica" (FOTO CONCERTO)

Sabato 21 settembre concerto all'Arenile Reload. "Ricerco il bello e uso le parole come ingredienti fondamentali per i miei brani". INTERVISTA

Daniele Silvestri

Mancano solo poche date alla conclusione del tour fortunato di Daniele Silvestri che sabato 21 settembre si esibirà all'Arenile Reload. L'attesa è grande e nel frattempo abbiamo deciso di farci una chiacchierata con lui.

Siamo alla fine di questo viaggio. Com'è andata?
Molto bene. Un'esperienza fantastica, partita con delle problematiche che abbiamo risolto egregiamente. Un tour non ricchissimo di date ma tutte da ricordare.

Il tour si è svolto con una super band di 9 musicisti sul palcoscenico. Come è nata l'idea di ampliare il gruppo?
Ho voglia di far succedere cose sempre diverse sul palco. É stato un vero investimento di contenuto e tecnica. Musica è allargare gli orizzonti, mescolare la qualità, arrivare ad una ricchezza qualitativa. Non è tanto il numero dei musicisti a cambiare le cose ma la loro qualità, ed essendo loro dei polistrumentisti è stato un viaggio davvero incredibile.

Ci sono stati ospiti inaspettati. Ce ne saranno anche a Napoli? Puoi farci qualche nome?
Non lo so. Anzi, sicuramente sì, ma non so ancora chi. Sarà una sorpresa per tutti e molto probabilmente lo saprò questa sera. Questo rende il tutto ancora più divertente. Non amo le cose organizzate ma quelle che nascono spontaneamente e anche grazie ad un pizzico di fortuna.

Come è stato, negli anni, il tuo rapporto con il pubblico di Napoli?
Il pubblico partenopeo non è dei più facili da gestire ma personalmente mi sono trovato sempre bene. Ricordo di concerti ben riusciti e di bellissime giornate.

Per te è molto importante il contatto con il pubblico e con i fan. Aggiornatissimi il tuo profilo Facebook e il sito internet. Qual è il  tuo rapporto con il web? Curi personalmente i social network?
Lo curo in parte, anche perché assorbe moltissimo tempo e non riuscirei a fare tutto da solo. In questo mi ha aiutato tantissimo Lisa, mia moglie, che ci ha visto lungo ed ha incominciato a sfruttare al meglio le potenzialità del web partendo da Facebook. Oggi la risposta è davvero sorprendente. C'è un continuo scambio di opinioni, raccolgo consigli e cresco grazie ai miei fan che commentano. Un'esperienza rischiosa ma affascinante. É bello far scegliere a loro i pezzi da mettere in scaletta.

Durante il tour ti sei esibito anche con dei pezzi inediti. Qual è stata la risposta da parte del pubblico. Ne farai un disco?
'Stizziscitici' si è preso tantissimo spazio. Chiediamo al pubblico di suggerirci dei proverbi da inserire all'interno del pezzo. Così il brano cambia ogni volta, ed ogni volta è per noi una vera sorpresa. Una canzone che vive grazie ai live e che è fatta apposta per i concerti e per cercare un contatto con il pubblico. Il disco ci sarà. Ci lavorerò il giorno dopo della fine del tour.

'A bocca chiusa' è uno dei brani i più belli ed impegnati della tua carriera. Come nasce?
In realtà nasce in maniera distaccata dal mondo dei segni. Un mondo che non conoscevo affatto e al quale oggi mi sono molto appassionato. Nasce miracolosamente in una notte: racconto la mia gioventù, la mia infanzia romana, la mia voglia di ribellarmi e il rispetto verso chi protestava nonostante le continue delusioni. Loro continuavano a combattere e a voler farsi ascoltare. Per questo lo abbiamo legato al mondo dei sordomuti, un'idea partita dal mio chitarrista.

Le tue canzoni sono sempre impegnate e nello stesso tempo leggere. Questo è il modo in cui tu vivi la tristezza nella vita personale?
Sicuramente sì. Sono fatto così, cerco di sdrammatizzare e di guardare le cose con distacco e con un pò di leggerezza. Questo è anche il compito della musica che deve essere divertente e mai pesante.

Le tue canzoni viaggiano su vari binari e mescolando diversi generi. Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?
Sono incapace di riconoscere i generi. Continuo a saltellare di qua e di là, cercando qualcosa di nuovo, lavorando a racconti di contrasti. É bello sapere che ciò che suoni oggi non somiglia a quello che suonavi ieri. Non ho alcun tipo di preconcetto, ricerco il bello e uso le parole come ingredienti.

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