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"La buona uscita": il film del regista napoletano Enrico Iannaccone

Nelle sale dal 5 maggio. Il giovane cresciuto al Rione Alto: "Sono autodidatta, ho sempre avuto la fissazione, direi l'ossessione, di scrivere, ma quando scrivo non mi distacco mai dall'idea di regia"

Enrico Iannaccone, classe 1989, cresciuto al Rione Alto, è il regista di "La buona uscita" nelle sale dal 5 maggio. Protagonisti Marco Cavalli nei panni di Marco Macaluso, spregiudicato imprenditore sull'orlo della bancarotta, storico amante di Lucrezia Sembiante (Gea Martire), che deciderà di sposare un ragazzo più giovane che non ama.

Un film sul terrore della libertà, sulla mostruosità e ingestibilità della libertà, ha spiegato il regista a La Repubblica. "Marco, il protagonista, si muove come un panzer sugli altri. Lucrezia, l'altra interprete Gea Martire, verrebbe bollata come ninfomane secondo le dinamiche culturali dominanti, invece è solo desiderosa di libertà, salvo poi cercare lo status di sposa per allinearsi in un certo qual senso. Un olocausto delle intenzioni che non ho analizzato con sguardo moralista"..

Iannaccone si definisce autodidatta. "Ho sempre avuto la fissazione, direi l'ossessione, di scrivere, ma quando scrivo non mi distacco mai dall'idea di regia, creo già lo storyboard".

E sul prossimo film: "Ci sto lavorando, spero di girare in pellicola. Sarà ambientato a Milano e in Svizzera, sarà sul mondo della tv, un racconto laido: non in favore di una morale da difendere, ma sulla pochezza umana. Vorrei avere come protagonisti Alessandro Preziosi e Luca Biagini".

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