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Carbone

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Antichi mestieri a Napoli: ecco chi era 'o gravunaro

Una figura molto presente oramai parecchio tempo fa: il venditore di carbone prima itinerante, poi in bottega

Vi sarà di certo capitato di sentirne parlare: il “gravunaro” a Napoli era una figura molto presente oramai parecchio tempo fa, al punto da lasciare il segno nella lingua napoletana. Si tratta del venditore di carbone.

In un primo momento era un mestiere itinerante: girava per i vicoli partenopei con dei grossi sacchi in spalla, pieni di carbone che lui stesso ricavava dalla legna – castagno – raccolta nei boschi- Poi man mano si trasferirono in più comode botteghe.

Il legno serviva ad alimentare i bracieri dei camini, a far funzionare i ferri da stiro delle massaie, o a riscaldare l'acqua.

Vari i tipi di carbone al tempo utilizzati. 'A carbonella, era fatta con rami piccoli e serviva più che altro per accendere i bracieri: economica, aveva il contraltare di durare molto poco. 'O gravone (da qui il nome del mestiere) era invece il carbone classico, simile a quello usato oggi. C'era poi 'a muniglia, piccoli pezzi derivati dalla frantumazione e poi pressati, una carbonella più duratura. Poi 'a cernatura, polvere di cui si cospargeva la brace. In fine, 'o cocco: carbone minerale (il carbon coke) di forma grande al quale veniva aggiunto anche altro materiale. Era il più costoso, anche perché non emetteva il tipico cattivo odore.

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