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"Click" in scena al Teatro Cilea

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Cosa rappresenta un click se non il gesto di immortalare un attimo fuggente, da cogliere al volo perché potrebbe poi non ripresentarsi mai più. L'ispirazione aiuta in tal senso, ancora meglio se accompagnata da intuizione ed originalità. Un titolo apparentemente semplice, ma in fondo significativo ed esemplificativo per poter spianare la strada a molteplici interpretazioni da parte del pubblico teatrale sempre attento alle innovazioni ma anche a rivisitazioni in chiave moderna. Infatti, dopo il successo risalente a otto anni fa, la compagnia teatrale guidata da Ciro Ceruti, Ciro Villano e Lucio Pierri ripropongono lo spettacolo "Click" di scena al Teatro Cilea fino al prossimo 19 gennaio. "Dopo otto anni abbiamo riscritto questo spettacolo con tanti nuovi buoni propositi- affermano all'unisono i tre attori ai microfoni dei giornalisti Emilia Sensale e Antonino Fiorino per la loro rubrica 'Non c'è Sensale senza Fiorino' in onda su TeleFutura e RadioNuovaVomero - e possiamo ritenerci più che soddisfatti per l'affluenza di ogni sera, nonostante il periodo difficile per tutti la gente non rinuncia a venire a teatro per cui li ringraziamo per questo gesto significativo nei nostri confronti". Dalle loro parole si avverte il peso della responsabilità, ma allo stesso tempo un senso di consapevolezza nell'aver inteso questo remake come una sfida personale e di gruppo finalizzata davvero al salto di qualità e al superamento delle proprie potenzialità artistiche. È uno spettacolo comico in senso stretto, cioè si ride ininterrottamente e le battute producono un effetto frenetico tale da togliere in più di un'occasione il respiro e persino costringendo a non trattenersi dalle lacrime.

La comicità è quella delle più spontanee possibili scandita attraverso simpatici giochi di parole, incisive frasi ad effetto e soprattutto situazioni esasperate portate, al punto giusto, al limite del grottesco e del surreale. Mai banale quanto scontata, ma a tratti anche imprevedibile. I personaggi personificati sono molto verosimili e si trovano tutti insieme a rappresentare spaccati di vita quotidiana credibili, nel senso che chiunque potrebbe letteralmente ritrovarsi in quella medesima situazione. La storia riguarda due cugini fotografi alle prese con le rispettive consorti, sorelle ed entrambe ricche. L'una desiderosa di maternità e fissata con lo yoga e la sua incidenza sulla vita di coppia, l'altra eccessivamente ansiosa per il vicino matrimonio. L'apparente tranquillità della famiglia è minata da un fulmine a ciel sereno quando a distanza di diversi anni irrompe sulla scena col pancione una collaboratrice dei due fotografi, da entrambi corteggiata e frequentata, pretendendo di sapere chi tra i due sia il padre del bambino. Arriva il tanto atteso giorno delle nozze celebrate da un prete davvero "sui generis" accompagnato dall'esibizione di un esuberante cantante neomelodico, ma succede di tutto e alla fine le due coppie si separano per la somma felicità dei ragazzi che non possono far altro che ringraziare il terzo incomodo, si fa solo per dire dato che sarà per loro il pretesto tanto ricercato e una vera e propria ancora di salvataggio. Il resto è tutto da vivere e scoprire.

A fare da sfondo un costante e reiterato umorismo, sano e semplice, immediato e alla portata di tutti. Ad uso e consumo di uno spettatore esigente e alla fine compiaciuto dell'esito complessivo fungendo anche da destinatario e complice diretto di dedicati momenti di interazione, solo in teoria irrituali ma in pratica anche quelli hanno sancito e testimoniato la bontà del trionfo. A furor di popolo, il "click" è bello e fatto. Scattato senza alcun sorriso simulato. Altro che cheese, da loro si ride a crepapelle.

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