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Valeria Golino debutta come regista: "Parlerò di eutanasia"

Le anticipazioni del film "Vi perdono": "È ancora un progetto in cerca di finanziamenti". La brutta tv italiana: "Siamo tutti responsabili, non proponiamo nulla"

Un’infanzia “irrequieta” che l’ha portata a scrutare nei dettagli ciò che la circonda e ad inseguire il suo sogno di donna libera. È Valeria Golino, attrice “per induzione” ed ora anche regista, ospite, questo pomeriggio, della 41esima edizione del Giffoni Film Festival. “Da piccola volevo diventare cardiologa, non ero di quelle ragazzine che sognavano il cinema. – racconta la Golino - Non ci pensavo affatto: in effetti tutte le grandi svolte della mia vita le devo agli altri, a stimoli esterni. A 15 anni sognavo di fare il medico, ma ero una cinefila per forza, mamma mi portava al cinema tre volte a settimana”.

Sguardo rivolto al passato, quindi, al rimpianto di non aver avuto una famiglia “nei canoni”, all’immagine di quella bambina insofferente, costretta a viaggiare tra Atene e Sorrento per via della separazione dei genitori, alla residenza a Massa Lubrense, città di cui non apprezzava allora le bellezze, “forse perché ai bambini le cose speciali non piacciono”. La Golino, quindi, si è proiettata verso il futuro, partendo dal suo esordio alla regia, a fine autunno, con “Vi perdono”, film che affronterà il tema dell’ eutanasia: “Sarà tratto liberamente dall’omonimo romanzo di Mauro Covacich, anche se il libro è stato pubblicato sotto uno pseudonimo, forse per il suo tema un po' scottante – ha spiegato l’attrice - Ma è ancora un progetto in cerca di finanziamenti: lo realizzerò con la piccola casa di produzione messa su con il mio compagno Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri. Ci darà una mano anche la Rai, ma vogliamo girarlo senza pressioni, quindi chiederemo pochi soldi a più enti per essere più liberi possibile.”



Sulla tematica del film, tuttavia, l’attrice ha preferito non soffermarsi, ritenendo inopportuno “affrontare un tema così complesso in una breve conferenza stampa”. Premiata a Taormina con il Nastro d'argento per la realizzazione del cortometraggio “Armandino e il Madre”, la Golino si cala, ora, dunque, nelle vesti di regista. Intanto, l’attrice ha appena terminato le riprese de “La Kryptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo, a breve al Festival del Cinema di Roma: "Siamo negli anni '70, interpreto una donna normalissima, con un marito normale, che è Luca Zingaretti, e dei figli altrettanto normali, ma a un certo punto le succederà qualcosa che la porterà altrove, facendola diventare una donna moderna – annuncia l’attrice - Ivan è un grande amico e professionista ma all’inizio avevo delle perplessità: dovevo interpretare ancora una madre combattuta, temevo di non riuscire a rendere speciale un’altra volta il mio personaggio. Ma mi sbagliavo".

Dopo Bonolis, a denunciare scarsa innovazione del mondo della tv, a Giffoni, anche la Golino: "Non mi hanno mai chiesto, né mi sono mai proposta di fare tv, ma mi piacerebbe fare delle cose belle. In Italia, purtroppo non se vedono molte, come invece in America. Ma siamo tutti responsabili della brutta tv: non proponiamo nulla".

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