Recital Concerto di Vincenzo Costantino Cinaski

Dopo la collaborazione con Vinicio Capossela, CINASKI arriva al Kestè.
Sulla strada della #beatgeneration, la poesia si veste di musica: il 14 dicembre Abbash accoglie le parole e le melodie di Vincenzo Costantino Cinaski, con lo spettacolo "Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare"!

CHI È SENZA PECCATO NON HA UN CAZZO DA RACCONTARE
di e con Vincenzo Costantino
Al piano - Mell Morcone

DOVE
Kestè Abbash - Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli 24

ORARIO e PREZZO
14 dicembre 2018
Apertura tesseramento ore 20.00
Inizio concerto ore 22.00

L'ingresso è riservato ai soci di "Abbash"
Costo tessera - 5€
Ingresso per i soci Abbash - 2€

POSTI LIMITATI - PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
https://goo.gl/forms/i4JeHHgZzprDD39K2

VINCENZO COSTANTINO CINASKI
Vite a confronto, amicizie, considerazioni sul piatto dei ricordi in un recital che è anche un po' concerto. Tutto all’insegna dell’improvvisazione, di strada percorsa tra emozioni poetiche, sorrisi e sane risate. Vincenzo Costantino "Cinaski" e i suoi amici giocano a macinare sogni, spacciare l’attimo, andare sottopelle senza prendersi sul serio ma cercando prevalentemente di prendersi in giro raccontando anche la vita altrui. "La strada è stata amica e ogni tanto occorre restituire. L’improvviso, come l’inatteso fa la differenza".

Vincenzo Costantino ama tanto scrivere quanto leggere. Con lui la poesia vestita di musica è entrata nei bar, nelle osterie e anche nei teatri coraggiosi, dovunque ci siano orecchie e occhi incontaminati dalla distrazione. Sono numerosissime le sue performance di letture musicate in giro per l’Italia con la complicità di compagni di viaggio come: Simone Cristicchi, Alessandro Mannarino, Folco Orselli, Francesco Arcuri e su tutti VINICIO CAPOSSELA con cui ha messo in scena reading/tributo a John Fante (Accaniti nell’accolita) e un libro scritto a quattro mani, "In Clandestinità" (Feltrinelli 2009).

CHI È SENZA PECCATO NON HA UN CAZZO DA RACCONTARE
Un recital di canzoni e letture a partire dalla raccolta poetica e dal primo disco di Vincenzo Costantino, mosso anche dagli strumenti suonati dal vivo. Sulla scia della beat generation, verso la fine del postmodernismo in una prospettiva poetica che rintraccia le modalità dello stand up theatre di matrice anglosassone come della slam poetry statunitense, un assolo del milanese Cinaski, poeta, narratore, reader e neo-comunicatore e cantore part-time.
"Si tratta di un dialogo interiore attraverso il quale riesco a rendere pubblici i miei vizi, i miei peccati e a renderli condivisibili per riuscire a fare in modo che la parte oscura della vita di un uomo venga raccontata, che la persona venga raccontata. Non c’è sempre e solo la parte bella delle persone, a volte la parte brutta, la parte che ha fatto più male a chi l’ha vissuta o vista, la parte viziata da un certo tipo di modalità esistenziale, può essere edificante, illuminante, nel mio caso lo è stata. Non racconto i miei peccati, nella vita mi limito a viverli, a trasformarli in parole per fare in modo che mi educhino a compierne sempre di meno ma a compierne sempre per evitare la santificazione e contemporaneamente allontanarmi dalla dannazione praticando la contemplazione. Mi piace appendermi alle parole e vestire i sogni, anche quelli altrui e attraverso il sostegno delle parole la vestizione rende più sopportabile quello che la vita ti da,la fatica dell’esistenza, il male di vivere quando c’è, sia nel suo aspetto diabetico che in quello digestivo. L’uomo moderno è un eroe e bisogna esserlo per sopravvivere alla quotidianità, io mi limito a spiare la sua Epica e raccontarla. La vita nelle sue dinamiche e attraverso i suoi molteplici aspetti non è comprensibile a tutti, attraverso l’osservazione che giorno per giorno faccio camminando per la strada provo a tradurla quando ci riesco, e a renderla più potabile.
La poesia è la cifra di questa potabilità, oggi più che mai."

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