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La Cassa del Mezzogiorno, il regalo di Pasqua etico e sociale made in Scampia

Torna l'iniziativa della rete di attività produttive e culturali del Mezzogiorno d’Italia che, quotidianamente, sostengono progetti di inserimento lavorativo

Ritorna “La Cassa del Mezzogiorno”, il regalo di Pasqua etico, sociale, giusto che nasce a Scampia (Napoli), in seno alle attività dell’Officina delle Culture “Gelsomina Verde” e sotto il marchio della rete delle Resistenze Meridionali.

La Cassa del Mezzogiorno è un’iniziativa di carattere culturale ed economico che mette a regime la rete di attività produttive e culturali del Mezzogiorno d’Italia che, quotidianamente, sostengono progetti di inserimento lavorativo, ideata e coordinata dall’Associazione (R)Esistenza Anticamorra presieduta dal neo cavaliere della Repubblica Ciro Corona.

Dopo l’esperienza natalizia che ha visto l’ingresso nel progetto del gruppo editoriale Giammarino di Napoli,  fondato da Gino Giammarino nel 1999, che da sempre sostiene e promuove attività di sviluppo economico  imprenditoriali e culturali dei territori meridionali e mediterranei, alte due realtà entrano a far parte della Cassa del Mezzogiorno. Si tratta della Cooperativa sociale “Esperanto” di Castel Volturno (Ce) coordinata da Alessandro Buffardi e l’azienda agricola “Terra Madre” di Fossalto (CB) coordinata da Giuseppe Gallo. Ad esse si affianca la realtà sociale DescargaLab di Milano che sin dalla nascita sostiene questo progetto made in Sud.

Un segno importante volutamente lanciato in un momento di crisi mondiale, che vede realtà operative diverse del Sud unirsi e convergere verso un unico obiettivo. La Cassa del Mezzogiorno, nata nel 2015, cresce, allarga i suoi confini e allunga le proprie prospettive rispettando la propria mission, cioè di ribaltare il significato storico dell’ente assistenziale fondato nel 1950, nato per dare risposte concrete all’arretratezza infrastrutturale del Sud e finito col diventare una macchina assistenziale, funzionale alla cattiva politica, depredando territori e annientando le speranze di un reale cambiamento. Oggi, invece, diventa simbolo e strumento di riscatto di un Sud capace di fare impresa, accompagnare la crescita e progettare il futuro mettendo insieme le logiche virtuose delle reti del mondo “profit” e “no-profit” che, massimizzando profitto sociale dei territori, senza trascurare l’aspetto produttivo ed economico, provano a restituire dignità a persone e territori partendo dal riutilizzo, promozione, valorizzazione e gestione di beni confiscati e beni comuni d’Italia.

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