Banco di Napoli 1463 - 2018 ripartiamo dalla memoria

“Banco di Napoli 1463 - 2018 ripartiamo dalla memoria”, è stato il tema del convegno che si è tenuto presso la Fondazione “Casa dello Scugnizzo” negli ambienti che ospitano il Museo di Napoli – collezione Bonelli.
Un argomento di grande interesse per i presenti che ha visto la partecipazione di Nino Daniele, già assessore alla cultura del Comune di Napoli, Ferdinando Flagiello, vice Presidente della BCC di Napoli, Giovanni Ardimento, criminologo finanziario e Gaetano Bonelli, direttore del Museo di Napoli, che ad un anno esatto dalla chiusura dello storico Istituto di credito napoletano, ha fortemente voluto questo convegno.
La memoria, è quanto è emerso dalla discussione, rappresenta una preziosa e fondamentale opportunità, per non smarrire, lo straordinario patrimonio che abbiamo ereditato dal passato.
Nell’occasione, Bonelli ha mostrato agli intervenuti, una selezione di reperti unici ed inediti, tratti dalla sezione “economia e finanza” presente tra le venti aree tematiche, del Museo.
Un repertorio ricco ed affascinante, recuperato ed a tal fine sottratto all’oblio, in oltre trent’anni di appassionate ricerche ed acquisizioni.

Tra le curiosità mostrate, grande interesse ha suscitato il manifesto del Regio Decreto sul riordinamento del Banco di Napoli, dato a Pisa il 27 aprile 1863, praticamente l’atto di nascita dell’Istituto.
Ma anche il libercolo scritto da Francesco Cangiullo nel 1939 in occasione del quarto centenario della Banca, stampato in soli centoventicinque esemplari, venne poi ritirato per essere distrutto dallo stesso autore, in quanto a seguito della caduta del regime fascista, si vergognò per i riferimenti antisemiti e di plauso rivolti al Duce.
Così come, una fede di credito del 1815 recante la firma del generale Pietro Colletta, il contratto d’affitto su carta intestata del Banco, redatto da Gaetano Filangieri Junior a Francesco Saverio Mercadante datato 1870, libretto di conto corrente più antico conosciuto, datato 1878, antiche locandine, assegni, medaglie, una tesi di laurea sul Banco di Napoli dell’Università di Trieste, risalente al 1937 ed una serie di fotografie delle sedi che erano presenti in tutto il mondo.

Reperti di inestimabile valore dal punto di vista documentaristico, che nel loro insieme rappresentano la più grande raccolta di testimonianze inerenti lo storico Banco, grazie alle quali è possibile approfondire ulteriormente, non senza sorprese, la sua affascinante e plurisecolare storia.
Una ricchezza, che Bonelli generosamente ha messo a disposizione della città, affinché gli studiosi, gli appassionati ed i cultori di Storia Patria, possano studiare ed ammirare documenti che diversamente, non sarebbe possibile trovare altrove.
Ripartiamo dalla memoria, vuole essere quindi un invito, oltre che un monito, che troverà ulteriormente attuazione il prossimo anno con una mostra che Bonelli ha in animo di realizzare, per far conoscere a quanti lo vorranno, questa storia fatta di primati e di lungimiranza, che a seguito di un’operazione scellerata, dopo oltre mezzo millennio, ha conosciuto l’onta del sipario.

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