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Lunedì, 17 Giugno 2024
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“Un mestiere per il futuro” dei giovani grazie ai fondi dell'8xmille

Un progetto per giovani "a rischio" che è stato possibile realizzare grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Grazie a questi aiuti, “Un mestiere per il futuro” proseguirà con laboratori e corsi dedicati ad altri mestieri

Grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica è nato “Un mestiere per il futuro”, un importante progetto pensato per i giovani considerati “a rischio” nell'area di Pompei. L’idea è quella di offrire ai ragazzi che vivono situazioni di disagio economico e sociale la possibilità di creare, per il proprio futuro, una valida alternativa alla vita di strada. 

Il progetto “Un mestiere per il futuro” 

Ideato dal Santuario di Pompei, in collaborazione con la Caritas Nazionale, il progetto è rivolto agli adolescenti tra i 16 e i 18 anni. Svolto per la prima volta nel 2017, ha previsto quattro differenti laboratori teorici e pratici, durante i quali ai giovani partecipanti sono state proposte ore di lezione frontale e fasi di reale apprendistato.

Cuore del progetto, svolto presso il Centro Educativo “Bartolo Longo” e il Centro Educativo “Beata Vergine del Rosario”, sono stati i corsi per falegname, idraulico, estetista e parrucchiere che hanno offerto la possibilità di valorizzare le competenze, accrescerle e potenziarle e, soprattutto, di imparare un mestiere, reale opportunità di riscatto per questi giovani, ai quali le difficoltà della vita ostacolano sogni e progetti. È sulle orme del Beato Bartolo Longo, fondatore, tra fine Ottocento e inizi Novecento, della Basilica, delle Opere di carità e della stessa città nuova, che il Santuario, ancora oggi, dopo oltre 130 anni, porta avanti iniziative come questa, che possano offrire un domani certo ai ragazzi.

“Un mestiere per il futuro” è nato, infatti, proprio dall’eredità e dagli insegnamenti lasciati dal Beato che, accanto agli istituti di accoglienza, creò la falegnameria e la tipografia dove, i ragazzi accolti da lui, soli, abbandonati, orfani, o figli di carcerati, creavano, con il loro lavoro, il proprio futuro. Il progetto è stato, dunque, una risposta al bisogno di inserimento lavorativo, necessario non solo ai giovani, ma anche alle loro famiglie, spesso non in grado di sostenerli.

Un'importante opportunità di reinserimento sociale

Il programma, che ha coinvolto trentatrè ragazzi, non è stato solo un modo per favorirne lo sviluppo e l’acquisizione di capacità professionali ma anche un’opportunità di socializzazione, di confronto, di reinserimento sociale. Dunque, non semplicemente una “trasmissione di sapere” ma un percorso formativo completo che li ha coinvolti nello sviluppo di tutte le proprie potenzialità, sia intellettive che affettive.

Ad accomunare questi giovani, infatti, non è solo la voglia di riscatto, la possibilità di ribaltare le proprie prospettive, ma anche il desiderio di essere valorizzati e non messi da parte. In particolare, da questa prima esperienza di “Un mestiere per il futuro”, è nato, in via Armando Diaz, a Pompei, il Centro estetico “Aphrodite” dove lavorano alcune ragazze formate e diplomate nel corso del progetto voluto dalla Prelatura di Pompei per l’accompagnamento sociale e formativo di ragazzi a rischio di esclusione sociale.

Un mestiere per il futuro

È stato possibile realizzare questo progetto grazie ai preziosi fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, assegnati dalla Caritas nazionale italiana alla Caritas diocesana di Pompei. Grazie a questi aiuti, “Un mestiere per il futuro” proseguirà con nuovi laboratori e corsi dedicati ad altri mestieri. 

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