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Voto a Pomigliano: la Fiat vuole una vittoria schiacciante, gli operai il lavoro

Gli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano votano per decidere se dire sì o no all'accordo. Tutte le sigle sindacali, tranne la Fiom, hanno aderito. La Fiat vuole una vittoria schiacciante, gli operai il lavoro

Giornata campale per i 5,133 operai dello stabilimento Fiat "Giambattista Vico" di Pomigliano d'Arco che, da stamattina alle 8, sono chiamati al voto per decidere se dire sì all'accordo proposto dalla Fiat e accettato da tutte le sigle sindacali, esclusa la Fiom, o se dire no.

Il referendum si è presentato da subito come una spada di Damocle poggiata sul futuro degli operai, messi alla stretta dall'azienda sul loro futuro: dal voto di oggi infatti potrebbe dipendere l'esistenza stessa dello stabilimento.

Il voto degli operai assume dunque una doppia valenza, quella personale del lavoratore che rischia di trovarsi senza lavoro e con meno diritti e quella politica che lascia, paradossalmente, in secondo piano gli operai e si concentra sul braccio di ferro tra Fiom e Fiat, con le altre sigle già accordate sul sì, sulla possibilità che il caso Pomigliano faccia scuola nel paese e su Sergio Marchionne che ieri, come si leggeva sul quotidiano La Stampa, auspicava una vittoria di larga misura: "Tuttavia per la Fiat è fondamentale che il referendum sia netto e schiacciante altrimenti - si legge ancora sul quotidiano torinese - la Fiat è anche pronta ad abbandonare al suo destino il Giambattista Vico".

Il quotidiano da sempre legato alla Fiat non quantifica a quanto dovrebbe ammontare la vittoria schiacciante che Marchionne cerca nel referendum e, parallelamente, fa aleggiare una nuova ombra sugli operai: se la percentuale di sì non piace all'azienda questa potrebbe, o avrebbe il motivo per, ritornare sui suoi passi?

Il nodo da sciogliere sono quei 700 milioni di investimenti per portare la produzione della Panda dalla Polonia a Pomigliano e, di conseguenza, per il futuro lavorativo degli oltre 5mila Fiat e dei 15mila impiegati nell'indotto.

Gli operai stanno votando nella sala dove si pagano gli stipendi e, per l'eccezionalità della giornata, oggi niente cassa integrazione: tutti in fabbrica alle urne. Dieci urne sono dentro la fabbrica; un'altra è nello stabilimento di Nola, dove c'è il polo della logistica.
Il quesito, al quale i lavoratori dovranno rispondere con una croce sul 'Sì' o sul 'No', è: "Sei favorevole all'ipotesi d'accordo del 15 giugno 2010 sul progetto 'Futura Panda' a Pomigliano?".

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