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Lavoro, a rischio quattromila precari del progetto Bros

Gli ex lavoratori del progetto Bros chiedono di non interrompere gli accordi tra Regione e Ministero del Lavoro e stabilizzazione occupazionale

Dopo la "protesta delle lenzuola" contro il blocco degli stipendi dei dipendenti dell'Asl Napoli 1, la tensione esplode tra i quattromila precari del progetto Bros. Gli ex lavoratori chiedono di non interrompere gli accordi tra Regione Campania e Ministero del Lavoro, che prevedono il pagamento di un sussidio economico di 596 euro al mese.

Manifesti e volantini firmati dai movimenti unitari per il lavoro di Napoli e provincia sono stati affissi in diverse aree del capoluogo partenopeo. Alle richieste di stabilizzazione occupazionale si somma la rivendicazione della convenzione firmata nel luglio 2009 tra Ministero del Lavoro, Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli. L'accordo prevede lo stanziamento di una somma complessiva di 20 milioni di euro, di cui la metà di competenza ministeriale, per il reinserimento occupazionale e sociale e la costituzione di un'agenzia regionale "in grado di assicurare politiche attive mirate alla mobilitazione e all'occupazione di soggetti in condizione di svantaggio occupazionale".

"Ci definiscono disoccupati assistiti - sottolineano i lavoratori - eppure, a distanza di dieci mesi dalla convenzione, le istituzioni locali non hanno fatto nulla per favorire il nostro inserimento nel mondo del lavoro". Sul banco degli imputati il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Regione Stefano Caldoro, colpevoli di aver mostrato "il vero volto della politica di centrodestra nei confronti della Campania e del Mezzogiorno".

Il progetto Bros parte da lontano. Nel 2006 l'ex Governatore Antonio Bassolino, assieme all'allora ministro Cesare Damiano, mettono in piedi il progetto Isola, Inserimento sociale attraverso il lavoro. La realizzazione di work experience, cioè di sperimentazioni che abbinano l'esperienza formativa in aula con quella sul territorio cittadino, doveva contribuire a creare una figura professionale moderna e versatile in grado di operare nel settore della raccolta differenziata. I partecipanti acquisiscono gli strumenti e le conoscenze per operare nell'ambito del sistema integrato di smaltimento dei rifiuti con la promessa di essere impiegati, successivamente, nelle società per la tutela e la salvaguardia ambientale, la raccolta differenziata, bonifiche e spazzamento. Ribattezzato Bros, il progetto si avvia alla scadenza e non c' è alcuna certezza sul destino dei disoccupati.

A febbraio una campagna informativa da 2 milioni di euro è stata affidata al Wwf e a una cooperativa sociale. "L'emergenza rifiuti non è finita - precisano i precari - Napoli e la Campania hanno bisogno di noi per bonificare i territori avvelenati, per la raccolta porta a porta e per un granDisoccupatide piano di manutenzione e tutela ambientale". Domani mattina è in programma un corteo per le strade della città che partirà alle 9,30 da piazza del Gesù. La manifestazione è appoggiata dal coordinamento di lotta per il lavoro e dai movimenti unitari dei disoccupati di Napoli e provincia.

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