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Profumo: "Ruolo fondamentale dell’Università per la rinascita del Mezzogiorno"

"Il Sud per rinascere deve favorire lo sviluppo del sapere e, in questo, le università possono svolgere un ruolo fondamentale", ha dichiarato Alessandro Profumo ad un convegno organizzato dall'Università Telematica Pegaso a Palazzo Zapata

"Il Sud per rinascere deve favorire lo sviluppo del sapere e, in questo, le università possono svolgere il ruolo fondamentale di centro di aggregazione, di scambio di conoscenze e di esperienze. E’ necessario uno scatto orgoglio, puntare sulla nota genialità italiana e sulla capacità di adattamento tipica del nostro meridione per proporci sui mercati internazionali". Lo ha dichiarato, Alessandro Profumo, presidente di Equita Sim, al convegno su "Il futuro del sistema bancario e il ruolo del Sud", organizzato dall’Università Telematica Pegaso a Palazzo Zapata a Napoli.

Rispetto al sistema bancario il presidente Profumo ha sottolineato come “quello italiano, durante la crisi strutturale del 2007, ha compiuto un vero e proprio miracolo. Abbiamo resistito, nonostante l’economia reale da allora abbia perso il 10 per cento del Pil”. “Il modello, di banca come lo conosciamo noi, non può andare avanti – ha continuato Profumo – è necessaria una maggiore professionalizzazione del personale per favorire il rapporto con il cliente, sia esso un imprenditore o una semplice risparmiatore, bisogna snellire i processi di recupero del credito e creare fondi specifichi per il finanziamento di imprese, come le start up che devono necessariamente essere accompagnate da un modello imprenditoriale strutturato e ben radicato, altrimenti sono destinate al fallimento”.

Per il presidente dell’Università Telematica Pegaso, Danilo Iervolino “affrontare il tema delle banche equivale a parlare del futuro dell’Italia e del nostro martoriato Mezzogiorno”. “La nuova frontiera del sistema bancario – ha affermato Iervolino – deve inevitabilmente passare per il processo di digitalizzazione del servizi. Larry Page ha immaginato una banca dematerializzata alla quale il cliente è connesso attraverso un chip sotto pelle. Di contro, però, voglio citare anche il caso di Ennio Doris e della sua esperienza di una banca estremamente personalizzata e profilata sulle esigenze del singolo”. “Il futuro del Sud – ha concluso Iervolino – passa per la capitalizzazione del nostro talento. Se Napoli ha le potenzialità per candidarsi a nuovo hub europeo, il sistema bancario deve sostenere questo percorso”.

“Il modello economico italiano – ha aggiunto, il direttore scientifico dell’Università Telematica Pegaso, Francesco Fimmanò - al contrario di quello americano, non ha un mercato dei capitali. La borsa italiana è un simulacro di mercato. Il caso Parmalat è l’esempio emblematico, con un default di 27mila miliardi di lire non ha rappresentato che un terzo di quelli inglesi. Ora stiamo trasformando le popolari e le BCC. Il dato è che dal 2008 al 2015 questi istituti bancari hanno aumentato gli impieghi del 14 per cento, i grandi colossi li hanno diminuiti del 5 per cento. Non credo che la riformulazione del credito possa avere attuazione, anzi credo che il Sud e l’area Euro-mediterranea possa crescere attraverso il sostegno dello Stato all’economia”.

“Dal 2007 - ha spiegato il presidente dell’Ordine del Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli, Vincenzo Moretta - con la grande crisi mondiale le difficoltà del sistema bancario sono tante, le piccole banche del Sud hanno cercato solo di mantenere quel po’ di tessuto economico preesistente. Anche il sistema fiscale ha inciso negativamente sul sistema bancario che, insieme alla lentezza di quello giudiziario, non ha favorito nuovi investimenti provenienti dall’estero. Oggi abbiamo bisogno di partener bancari importanti per favorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno. Se riparte Napoli, che è la capitale del Sud, anche attraverso la nascita di nuove start up, rivive tutto il Meridione. Dell’eccessiva burocratizzazione del sistema bancario ha parlato il presidente di Italferr, Riccardo Maria Monti, che “si ripercuote maggiormente sulle realtà del Sud, già duramente messe alla prova. Un formalismo e una rigidità estremamente ottuse che non favoriscono la ripresa dell’Italia e del Sud”.

Profumo e Iervolino concludono ribadendo l’importanza delle nuove professionalità nel sistema bancario, e quindi, prospettano “un progetto formativo ad hoc per rimodulare e rimodernare le competenze di tutti coloro che operano a vario titolo nell’ecomondo bancario”.

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