Economia

Pac Sud, servizi per bambini e anziani. La cooperazione si organizza

Il Piano di azione e coesione entra nella fase programmatica. La cooperazione si attiva per i servizi per l'infanzia e gli anziani.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

"Questa fase del Pac costituisce una grande opportunità per la cooperazione. Ci sono un bel po' di risorse e possibilità concrete di intraprendere un percorso virtuoso".

A dirlo è stato Carlo Mitra, commissario Confcooperative Campania, che ha aperto la riunione - indetta da Confcooperative nazionale e tenutasi presso la sede regionale di Napoli - per fare il punto sul programma "Servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti" interno al Piano di azione e coesione e che coinvolge - sia a livello comunale che regionale - Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

A fargli eco il Segretario Generale di Confcooperative, Vincenzo Mannino: "L'intenzione di Confcooperative è avviare un lavoro strutturato, sinergico e non episodico. Ci scambieremo buone prassi, specie nella fase di progettazione".

La riunione ha avuto un taglio operativo ed ha definito le linee di massima della regia e delle progettualità sperimentali. Per quanto riguarda l'assistenza agli anziani, all'orizzonte, un sistema di welfare integrato che raccorda il mondo sociale e quello sanitario, relaziona tra loro le professioni sanitarie e richiede sistemi di registrazione e di misurazione. Per i servizi ai più piccini, invece, conteranno i criteri del riequilibrio sul territorio, del mantenimento dell'offerta preesistente e dell'efficienza.

I progetti per convincere dovranno essere di qualità, criterio su cui il ministero dell'Interno vigilerà con forza.

Il comune sentire dei dirigenti di Confcooperative è che la cooperazione può farcela a mettere in campo questa rete di azioni. Ovviamente conteranno molto la sensibilità e la disponibilità della politica. Quello che si prospetta, invero, è anche un tentativo di svolta culturale nella gestione dei servizi.

Federsolidarietà e FederazioneSanità, dal livello nazionale a quello regionale, terranno il timone, interagendo col pubblico e con la cooperazione che rappresentano. Il prossimo appuntamento è a Bari per fare il punto dopo un tratto di strada.

Alla riunione hanno partecipato presidenti ed i direttori - oltre che della struttura ospitante - di Calabria, Puglia e Sicilia, di Federazione Sanità e Federsolidarietà, il direttore di Elabora Vincenzo Marino, più alcuni referenti di settore.

I NUMERI:

La manovra coinvolge, nelle regioni interessate, 1118 cooperative, 20.600 soci, 18.050 occupati e un fatturato aggregato di 928 milioni di euro.

IL PROGRAMMA "SERVIZI DI CURA ALL'INFANZIA E AGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI"

Il programma rientra nel Piano di azione e coesione avviato nel 2011 d'intesa con la Commissione europea per accelerare l'attuazione di programmi -cofinanziati dall'Europa - tesi a ridurre la disparità tra i territori.

Ha una durata di tre anni (2013-2015) e la cabina di regia è del ministero dell'Interno.

Esso mira in via generale a sgravare le famiglie da una serie di limiti e pesi e a tessere una rete di pratiche socio-sanitarie virtuose.

I beneficiari naturali del programma saranno i comuni perché direttamente responsabili dell'erogazione dei servizi sul territorio. Essi potranno avere accesso alle risorse una volta soddisfatti i requisiti organizzativi e progettuali richiesti dai piani territoriali di riparto. I servizi riguarderanno l'infanzia (0-3 anni) e gli anziani non autosufficienti (over 65), fasce deboli che nelle regioni del Mezzogiorno si scontrano con gravi mancanze. Le attese riguardano la messa a sistema di asili nido, di una rete assistenziale domiciliare e dell'aumento di servizi residenziali e semiresidenziali. La dotazione finanziaria è di 730 milioni, di cui 400 per i servizi di cura all'infanzia e 330 agli anziani non autosufficienti). Le risorse saranno ripartite secondo Piani regionali di intervento.

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