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Operai licenziati minacciano di gettarsi dal Maschio Angioino

Minacciano di darsi fuoco e lanciarsi di sotto: sono quattro operai che sono saliti sul Maschio Angioino. Licenziati il 1 agosto, insieme ad un'altra trentina di persone dalla Elettra, hanno lasciato il presidio davanti al termovalorizzatore, dove da oltre 15 giorni stavano attuando uno sciopero della fame, per protestare a Napoli

Non hanno intenzione di terminare la loro protesta gli operai licenziati dall'Elettra. Dopo essere scesi dal Maschio Angioino hanno annunciano che da domani torneranno nella tenda davanti al termovalorizzatore per proseguire lo sciopero della fame, fino a quando, sostengono, non incontreranno Bertolaso ed i vertici dell'A2A, l'azienda che gestirà l'impianto di incenerimento non appena sarà terminata la fase di collaudo.

Aggiornato alle ore 18 del 28 agosto

Sono scesi dal Maschio Angioino i quattro operai saliti stamattina sulla torre. La protesta è terminata grazie alla mediazione svolta dalla Digos. Il monumento ora è riaperto ai visitatori.

Aggiornato alle ore 14 del 28 agosto


Quattro operai sono saliti sulla torre centrale del Maschio Angioino a Napoli, e minacciano di darsi fuoco e di lanciarsi di sotto se non otterranno nuovamente un contratto di lavoro all'interno del termovalorizzatore di Acerra.

I lavoratori, licenziati il 1 agosto, insieme ad un'altra trentina di persone dalla Elettra, società che gestisce momentaneamente l'impianto di incenerimento dei rifiuti, hanno lasciato il presidio davanti al termovalorizzatore, dove da oltre 15 giorni stavano attuando uno sciopero della fame, per protestare a Napoli.

Quattro degli otto operai licenziati sono saliti sulla torre del Maschio Angioino, mentre altri quattro stanno effettuando un volantinaggio nei pressi del monumento.

 "Rivogliamo il nostro lavoro - hanno spiegato - nessuno, in questi giorni, ci ha prestato attenzione. Siamo disperati e disposti a tutto, anche a lanciarci di sotto".

Intanto i loro colleghi della Montefibre stanno manifestando davanti al Termovalorizzatore di Acerra , dopo aver percorso in corteo la strada Statale che collega Acerra a Caivano. La protesta ha causato qualche disagio alla circolazione. I manifestanti si trovano adesso davanti ai cancelli dell'impianto, dove sostengono di essere arrivati forzando uno dei blocchi della polizia, intervenuta sul posto.

La vertenza riguarda circa 600 lavoratori, che da alcuni mesi - 10 per un centinaio di loro - non percepiscono lo stipendio e ora, sostengono, "Non ci sono neanche i soldi per mandarci in cassa integrazione".
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