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Metronapoli, Cestari (Ugl): "Stazioni a rischio sicurezza"

Il segretario provinciale della Ugl Trasporti: "Se il Comune non riesce a gestire Metronapoli è meglio che passi la mano. Viaggiatori stipati nei vagoni come animali, banchine affollate, vigilanza e pulizia ridotte"

"Se il Comune non riesce a gestire Metronapoli, è meglio che passi la mano". Queste le parole del segretario provinciale della Ugl Trasporti di Napoli, Luigi Cestari, secondo il quale "si chiudono i varchi delle stazioni e si riducono i vagoni per mancanza di risorse" anche se, però, "si assumono insegnanti di bon ton".

Cestari fa sapere: "Le stazioni sono a rischio sicurezza, l'utenza è stipata nei vagoni, le banchine sono sempre affollate e sono state ridotte anche la vigilanza e la pulizia. Chiudere le doppie uscite del Rione Alto e Montedonzelli aumenta il rischio per la sicurezza degli utenti e del personale anche se ai treni è stato tolto un vagone", sostiene il sindacalista dell'Ugl.

"Quelle stazioni - continua Cestari - hanno flussi di viaggiatori che toccano anche le 10mila presenze giornaliere che oltre a stiparsi sui convogli come animali, affollano le banchine e intasano l'unico varco di uscita. Inoltre, diverse stazioni non hanno più la vigilanza e presto non avranno neanche la pulizia; mentre si vorrebbe chiudere la linea 6 per far posto ad un "trenino" di collegamento Piazza Dante-Piazza Bovio".

"Altro che insegnanti di bon-ton, - conclude Cestari - sarebbe il caso che la Iervolino e la Sannino, come ha fatto Tremonti sulla tratta ferroviaria Roma Reggio Calabria, si facessero, anche loro, un giretto sulla metropolitana di Napoli all'ora di punta".

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