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Whirlpool, protesta "contemporanea" in tutte le piazza d'Italia

Da Napoli nuovo guanto di sfida alla multinazionale che ha annunciato la chiusura dello stabilimento partenopeo entro il 31 ottobre. I lavoratori: "Una battaglia simboli per tutti i centri produttivi del Paese"

 

Stavolta di è mossa tutta Italia, o almeno tutte le città in cui esiste uno stabilimento Whirlpool. La battaglia tra lavoratori e azienda prosegue anche perché si avvicina sempre più la dead line del 31 ottobre, data indicata per la chiusura del polo produttivo napoletano. 

Da piazza Plebiscito è partito il nuovo guanto di sfida alla multinazionale, colpevole, secondo i lavoratori, non sono di aver tradito il piano di rindustrializzazione annunciato a Napoli, ma di aver fatto marcia indietro anche con altre sedi. Le critiche dei sindacati non risparmiano il Governo, ritenuto responsabile di aver ceduto di schianto dopo aver promesso per diversi mesi la risoluzione positiva della vertenza. 

Una vertenza cominciata il 31 maggio 2019, quando la dirigenza della Whirlpool annunciò a sorpresa la chiusura dello stabilimento di via Argine, a Napoli Est, e il conseguente licenziamento di oltre 400 lavoratori, a cui vanno aggiunti quelli dell'indotto. Alla manifestazione hanno preso parte centinaia di operai, i rappresentanti locali e nazionali delle principali sigle sindacali.

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