Il fronte del no al lockdown compatto: "Colpo mortale all'economia. Siamo pronti alla piazza"

"Chiediamo a Vincenzo De Luca qual è il piano economico-organizzativo-sanitario che consentirà di gestire la chiusura della Campania", denuncia Confapi

"Chiediamo ufficialmente al governatore Vincenzo De Luca qual è il piano economico-organizzativo-sanitario che consentirà di gestire la chiusura della Campania. Non basta annunciare il lockdown, in diretta social, ma è necessario anche spiegare come si intende mantenere viva l'economia regionale. Nelle dichiarazioni Fb del presidente della Regione non c'è traccia di questo: non si parla di riorganizzazione del lavoro, di disciplina dei pagamenti della Pubblica amministrazione, di politiche industriali". Lo ha detto Raffaele Marrone, presidente Confapi Napoli. "Ci sono attività che attendono ancora la cassa integrazione della primavera scorsa – ha continuato Marrone – e tante altre, purtroppo, che non hanno proprio ripreso. La salute delle famiglie è di certo una priorità, ma la Regione Campania ha il dovere, nei confronti dei cittadini contribuenti, di essere chiara: come intende sorreggere l'economia spegnendo i motori per oltre un mese?" Conclude il presidente Confapi Napoli: "La scelta drastica e repentina del lockdown necessita di un chiaro programma per impedire il fallimento delle aziende e per assicurare, con le misure sanitarie del caso, la prosecuzione delle attività economiche. Dobbiamo imparare a gestire la convivenza con il virus in attesa di vaccini e farmaci in grado di impedirne la propagazione. Confapi Napoli è pronta, se non ci saranno chiari programmi e prese di responsabilità a tutti i livelli, a scendere in piazza".

Ciarambino: "Prima vanno ascoltate le associazioni di categoria"

“La paventata chiusura di ogni tipo di attività non può essere definita di punto in bianco senza aver prima consultato le associazioni di ogni singola categoria produttiva. Prima di assumere qualunque provvedimento, al governatore De Luca e al capo dell’opposizione Stefano Caldoro chiedo un confronto a tre in tempi rapidissimi, per definire assieme una linea unitaria per affrontare assieme questa emergenza che di giorno in giorno si fa sempre più grave e allarmante. Soltanto unendo forze e idee possiamo contribuire a salvare vite umane e ad uscire al più presto dalla fase più drammatica della storia recente della nostra regione, evitando che misure più restrittive abbiano effetti devastanti per la nostra economia. Non sono poche le realtà di qualunque tipo, commerciali, imprenditoriali o professionali, che non hanno ancora recuperato dalla prima fase di lockdown. Alcune addirittura non hanno più aperto i battenti. Gli ultimi drammatici numeri consigliano misure sempre più drastiche, ma prima è necessario sedersi al tavolo con i rappresentanti di ogni settore produttivo, a partire proprio dalla Campania, definendo sia come Governo nazionale che come Governo regionale una strategia che, tutelando la salute di tutti, tenga conto che un secondo lockdown potrebbe essere all’origine di una recessione senza precedenti. E’ il momento della collaborazione e della responsabilità”. Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.

Cirielli: "Colpo mortale per l'economia"

"Sono contrario al lockdown perchè sarà un colpo mortale per l’economia della Campania. Questa decisione serve soltanto a mascherare il fallimento del Governo Pd-M5S, sostenuto anche dal governatore De Luca, e ovviamente della stessa Regione Campania, sebbene in parte minore”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e deputato campano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “Il Covid-19 ha una scarsa letalità: più del 90 % dei contagiati, infatti, sono asintomatici e tra i sintomatici pochi sono fortunatamente gravi. In questi mesi, dunque, bisognava concentrare gli sforzi per tutelare le fasce deboli, anziani e malati in primis, ed assumere medici e infermieri aprendo anche nuovi reparti Covid negli ospedali per aumentare i posti letto. Bisognava potenziare i trasporti per prevenire la principale fonte di affollamento. Quindi, per prevenire la seconda ondata della pandemia e rallentare il virus non è stato fatto nulla. E oggi si decide di chiudere la Campania, ma senza fare nulla, ancora una volta, per le fasce di popolazione più a rischio. La mia - precisa Cirielli - non vuole essere una polemica pretestuosa nei confronti del governatore De Luca che, comunque, ha ricevuto un ampio mandato dai cittadini campani. Ma è evidente che così come non è stato merito suo la scarsa diffusione del virus a marzo, oggi non è soltanto colpa sua la situazione drammatica in cui si trova la nostra regione. È innanzitutto responsabilità del governo della Nazione, peraltro in mano principalmente al Pd, che non ha aiutato affatto la Campania con risorse straordinarie per la sanità, per trasporti e per la prevenzione a tutela soprattutto delle fasce deboli.  Adesso, però, non si può far fallire la regione per bloccare un virus il cui contenimento oramai è fallito, ci vuole subito un Piano B: cioè concentrarsi per la tutela delle fasce deboli”, conclude Cirielli. 

LOCKDOWN IN CAMPANIA: L'ANNUNCIO DI DE LUCA

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