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Giovedì, 29 Settembre 2022
Economia

"Ferragosto tutto esaurito. Peccato per la desertificazione dei baretti"

“Le bollette ad agosto non vanno in vacanza, i canoni di locazione non vengono sospesi e non si capisce perché mai in una città a forte vocazione turistica come Napoli gli imprenditori rinuncino ad un guadagno ulteriore, soprattutto quando hanno la fortuna di trovarsi in quartieri attrattivi”, spiega Schettino

A Ferragosto? Tutto esaurito, a conferma del grande fascino che la città di Napoli esercita sui flussi turistici internazionali. Almeno per Giappo, la catena di ristoranti fusion lanciata da Enrico Schettino che quest’anno ha deciso di restare sempre aperto per tutto il periodo estivo, compreso a ferragosto. Ed i risultati non si sono fatti attendere: sia al Vomero, dove Giappo Italia annovera un locale hawaiiano fusion a marchio Giappoke a piazza Fuga ed un Giappo a via Bernini, che al Quartiere Generale della Riviera di Chiaia soprattutto gli stranieri hanno apprezzato la chance offerta e ne hanno subito approfittato, riempiendo nel giro di pochi giorni le prenotazioni dei tre locali.

“Va detto – spiega Schettino – che i turisti stranieri sono avvezzi a prenotare passo passo le loro vacanze, meglio ancora se lo si può fare con un click e se questa chance è stata adeguatamente resa nota tramite una buona comunicazione digital o attraverso i circuiti dell’incoming”. Del resto, prosegue il founder di Giappo Italia, “le bollette ad agosto non vanno in vacanza, i canoni di locazione non vengono sospesi e non si capisce perché mai in una città a forte vocazione turistica come Napoli gli imprenditori rinuncino ad un guadagno ulteriore, soprattutto quando hanno la fortuna di trovarsi in quartieri attrattivi”. Unico rimpianto, almeno per quest’anno, non aver aperto ad agosto anche ai Baretti, dove lo storico Giappo di vicoletto Belledonne è rimasto “chiuso per desertificazione”: la chiusura di tutte le attività commerciali dell’area unita alla pessima percezione di sicurezza creata dai recenti episodi di microcriminalità – spiega Schettino – hanno creato un mix letale per il commercio nel cuore della zona della movida partenopea, oggetto di troppi controlli alle attività e pochi volti alla tutela dei cittadini”.

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