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Almaviva

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Licenziamenti call center, appello al governo: manifestazione il 30 marzo

Tiene banco la difficilissima situazione di Almaviva e Gepin. In attesa dell'iniziativa, al fianco degli operatori licenziati anche il sindaco di Napoli: "Roma deve intervenire"

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si schiera al fianco dei lavoratori dei call center a rischio licenziamento. "Siamo pronti - spiega - a ogni iniziativa per fermare i 400 licenziamenti di Almaviva e i 220 di Gepin. Il governo deve intervenire".

Il primo cittadino ieri pomeriggio ha incontrato i rappresentanti sindacali e delle Rsu. "Chiederemo - ha detto - al ministro Poletti di far intervenire il governo su questa vicenda. Napoli deve essere una città anche industriale, perché abbiamo tanti giovani di qualità e tanta gente che lavora seriamente".

Il paradosso è che a Napoli sono toccati 400 licenziamenti sugli 880 di tutto il gruppo Almaviva, laddove le commesse partenopee sono tra le poche rimaste intatte. "Grazie al perverso circuito introdotto dal job act - spiega Francesco De Rienzo, dirigente Slc Cgil - le nuove aziende sono favorite negli appalti perché il lavoro costa meno per loro. Le aziende storiche devono sopportare costi molto più alti. Napoli dunque non raggiunge i livelli di guadagno per mantenere i posti. E il governo non ci tutela". Il 30 marzo è prevista la manifestazione dei lavoratori delle due società, che ha intenzione di coinvolgere "la società civile, il mondo del lavoro e della cultura".

Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera sottolinea che a Roma c'è necessità si intervenga: "Il tema dei call center va affrontato con grande urgenza - dichiara - il punto di partenza è sicuramente quello del rispetto delle leggi. Posso portare un'esperienza personale: contattato per ben due volte da un call center, ho dovuto insistere più volte con l'operatrice per conoscere il luogo da cui proveniva la telefonata, l'Albania. Pensare che i dati personali siano messi a disposizione di un call center in un paese che non applica le nostre leggi sulla privacy, senza che io abbia dato alcuna autorizzazione, è inaccettabile".

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