I presepiai di San Gregorio Armeno scrivono a De Luca e Conte: "Ci avete dimenticati"

Lamentano di essere stati del tutto esclusi dal Decreto Ristori, con una situazione economica sempre più difficile data la mancanza di turisti dovuta all'epidemia

San Gregorio Armeno

L'associazione "Le botteghe di San Gregorio Armeno" che riunisce i maestri presepiai napoletani ha inviato una lettera inviata al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al premier Giuseppe Conte. Nella missivi si denuncia il fatto che "il settore commercianti e artigiani è stato completamente dimenticato dal governo centrale nell'ultimo decreto Ristori", con conseguenze "gravi" per il settore.

"Nel Decreto Ristori non è stato previsto nessun contributo o sgravio fiscale per questa categoria, ma il turismo è completamente fermo e i centri storici sono vuoti - spiegano i presepiai nella loro lettera - A San Gregorio Armeno la situazione è ancora più grave: la famosissima via dei presepi registra la maggior parte degli incassi nel periodo che va dal 1 novembre al 6 gennaio, mentre nei successivi tre mesi l'affluenza turistica è più bassa. Le 38 botteghe di San Gregorio Armeno devono sopravvivere per almeno cinque mesi registrando incassi ai minimi storici, spesso pari a zero, dovendo pagare affitti, tasse, contributi e utenze. Tutto questo è insostenibile da parte della maggior parte dei commercianti e artigiani di via San Gregorio Armeno, soprattutto perchè siamo già reduci da otto mesi difficilissimi e molti hanno già esaurito le risorse per sostenersi".

La situazione di emergenza riguarda anche le altre attività del centro storico di Napoli, un motivo in più per cui "è davvero urgente fare qualcosa. Altrimenti, molte di queste attività non ce la faranno, e si privi solo a immaginare l'impatto culturale, sociale, economico che ne deriverebbe. Gli effetti potrebbero essere disastrosi".

Le richieste

I maestri presepiai chiedono contributi a lungo termine in forma di finanziamenti a fondo perduto, credito d'imposta sul canone degli affitti, sospensione di tasse e contributi, sconti sulla fornitura di energia elettrica, possibilità di accedere al finanziamento dei 25mila euro anche ai cattivi pagatori.

"Sono mesi che chiediamo un incontro al governatore della Campania senza essere considerati, ma, se anche stavolta ci ignorerete, le conseguenze saranno drastiche e oltre a rovinare l'unicità di una delle dieci strade più famose al mondo, vi accorgerete prima o poi di aver rovinato numerose attività dei centri storici", concludono.

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