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La "vecchia" Ici, imposta sulla casa

La "vecchia" Ici, imposta sulla casa

Imu prima casa: 25mila famiglie napoletane non la pagheranno

Tassa prossima allo zero per i nuclei familiari numerosi: 50 euro di detrazione per ogni figlio a carico sotto i 26 anni, da sommare allo sgravio di 200 euro previsto per l'abitazione principale

Imu per la prima casa: esenzione per 25mila famiglie napoletane composta da 5 o più componenti.

Tante sono ancora le incertezze legate a questa “nuova” tassa governativa (ricordiamo che i Comuni faranno in pratica solo da “esattori”, ma che il grosso dei soldi saranno intascati dallo Stato)comprese le aliquote ancora non stabilite, ma, come spiega Livio Coppola dalle pagine del quotidiano il Mattino, c’è almeno una certezza:  le famiglie con un alto numero di figli avranno forti riduzioni sull’imposta o saranno completamente esentate dal pagarla. E, secondo uno studio effettuato dalla Cgia, sarebbero circa 25mila i nuclei familiari partenopei che pagheranno cifre prossime allo zero: si tratta di 7mila famiglie proprietarie con 6 componenti (4 figli) e 18mila con 5 componenti (3 figli).

A differenza della vecchia Ici, infatti, questa nuova imposta sulla prima casa prevede nel calcolo entri in gioco anche “il quoziente familiare” e non solo il valore catastale dell’abitazione, con una detrazione pari a 50 euro per ciascun figlio a carico (fino ad un massimo di otto)  con età inferiore ai 26 anni (che si somma alla detrazione di 200 euro prevista dalla legge per l’abitazione principale. Appare chiaro che queste detrazioni porteranno praticamente ad azzerare le imposte, soprattutto laddove sarà applicata un’aliquota non superiore al 4 per cento.

A conti fatti, lo sgravio sarà un aiuto anche per le famiglie con meno figli (1 o due): dallo studio emerge che circa 68mila famiglia napoletane non supereranno la cifra di 90 euro.

Per le famiglie senza figli (circa 75mila), invece, il costo dell’Imu, supererà leggermente quello della vecchia Ici.

Intanto continua la battaglia dei Comuni, che rifuggono questo ruolo di “esattori”. De Magistris, come si legge ancora sul Mattino, a firma di Adolfo Pappalardo, ha infatti dichiarato sul futuro dell’imposta: “È chiaro, nel 2013 vedremo di non mettere questa tassa. Per ora mi preoccupa però come arrivare al 2013. La prossima settimana  approveremo il bilancio in condizioni difficili: con un governo che non dà alcun sostegno agli enti locali nonostante la crisi economica e sociale e impegnato solo a imporre tagli orizzontali. È un ulteriore segnale di commissariamento del Paese stretto in una crisi pesantissima. E i sindaci sono costretti a fare i salti mortali per mantenere il livello dei servizi a un livello degno”.

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