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Economia

Fipe-Confcommercio Campania, Di Porzio: “No a chiusure generalizzate, i nostri locali sono sicuri”

“Chiudere vorrebbe dire accettare l'idea che la pandemia si diffonde anche per colpa nostra, e non è così”, dichiara il presidente

La Fipe Confcommercio Campania si dissocia dalla posizione degli imprenditori della “Rete piccole e medie imprese napoletane”, e non parteciperà alla manifestazione, da loro promossa, programmata per questa sera davanti alla sede della Regione Campania.

“Loro sono disposti ad abbassare le saracinesche in cambio di sostegni economici immediati, - dichiara Massimo Di Prorzio, presidente Fipe Confcommercio -, noi no! Non vogliamo fare contrapposizioni, ma noi siamo contro le chiusure generalizzate. Già ho sentito la storia delle chiusure per responsabilità. Noi resteremo aperti. Se ci saranno imposizioni di chiusura, le contrasteremo, perché i nostri locali sono sicuri e l'abbiamo dimostrato in questi cinque mesi di lavoro. Chiudere vorrebbe dire accettare l'idea che la pandemia si diffonde anche per colpa nostra, e non è così. Noi siamo imprenditori, svolgiamo una funzione pubblica, da cui il nome “pubblici esercizi”, e non chiuderemo mai senza che nessuno paghi il conto”.

Siamo esausti - prosegue Di Porzio -, sfiancati da 83 ordinanze e non si sa quanti Dpcm. Abbiamo accettato tutto fin'ora, rispettando fattivamente e responsabilmente tutte le misure e restrizioni, anche quando queste risultavano essere incostituzionali, in quanto c'è una palese limitazione alla libertà d'impresa sancita dalla nostra Costituzione. Ma adesso basta! Non accetteremo altre limitazioni, se non giustificate da un’emergenza sanitaria che dovrà essere certificata e dichiarata, onde sospendere o annullare tutti i pagamenti dovuti allo Stato, agli enti e ai fornitori di servizi”.

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